AD AVEZZANO UN NOVEMBRE ROSSO SHOCKING PER LE DONNE E CONTRO L’ITALIANO

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25 NOVEMBRE 2021 – “Ringraziamo il dottore che ci ha dato una pletora di situazioni da esaminare”. L’essenziale è altrove.

“C’è la trasmissione di modelli tra virgolette, ma poi tra virgolette fino a un certo punto, malati”. Ma l’aggettivo non deve stare preferibilmente vicino al sostantivo?

“E poi si scende nella clinica”. Per non parlare della discesa in politica

“Chi delinque va messo in condizione di non delinquere”. Lapalisse in questura

“La rappresentazione sociale mediatica del fenomeno scatena altri fenomeni”. Che ci stiamo a fare qua?

“La violenza è nata con l’uomo, tanto è vero che si inizia con Adamo ed Eva. E anche con Caino e Abele”. Il serpente era un bastone animato

“La violenza affascina di più rispetto a un atto di bontà”. Dipende dall’affascinato

“Declinare l’educazione civica, che è concetto ottocentesco, in modo da farla entrare nel contesto di queste serate”. Dal femminicidio al bon ton è un passo.

“Adesso la dott.ssa Colizza ci dà qualcosa di più concreto sul quale riflettere”. E’ la declinazione di prima che non ha funzionato

“Educare al genere per contrastare la violenza; per la tutela dei bambini che subiscono violenza in famiglia”. E le bambine?

“Voglio terminare perché mi è stato detto che i tempi sono stati sforati e non mi voglio divulgare”.  Meglio rimanere in se stessi

Sono state quattro ore intense al “Don Orione” di Avezzano (nella foto del titolo il simbolo del richiamo) per la vigilia della giornata contro la violenza sulle donne e per la violenza sull’Italiano.