DOPO CHE UNA TARGA E’ STATA CONFERITA A LUIGI BISIGNANI
6 OTTOBRE 2014 – Narra un comunicato del “Premio Sulmona” che il dott. Luigi Bisignani, nel partecipare alla cerimonia che ieri gli ha consentito di ritirare la targa della “Città di Sulmona” dalle mani del sindaco Giuseppe Ranalli,
ha fatto riferimento al suo periodo di praticantato da giornalista, che sarebbe stato svolto a Sulmona, mentre era al quotidiano “Il Mezzogiorno”.
Bisignani avrà avuto le sue molteplici ragioni per ritirare un premio dal sindaco in nome della città di Sulmona; ma dubitiamo che ci possa essere anche questa. Se veramente fosse stato dove si scrivevano le notizie di quel quotidiano, forse il giornale di Paolo Cavallina avrebbe evitato una delle più colossali gaffe.
Febbraio 1973: il giornale che si stampa lungo la Tiburtina quasi all’angolo di Via San Basilio, tra una edizione e l’altra della Stampa che deve conquistare il sud con le pagine teletrasmesse ospita il resoconto di una “avventura a lieto fine” (come titola “Il Tempo” a nove colonne in prima pagina regionale; v. “Quaranta anni fa l’avventura a lieto fine”). Due coniugi baresi si sono dispersi sull’Aremogna e, dopo molto vagare, lei si è rotta una gamba. Lui l’ha lasciata in una grotta per cercare aiuto. La mattina successiva l’uomo incontra un autoveicolo lungo la strada per Scontrone; di qui i soccorsi, l’ambulanza, la salvezza. E come titola il giornale di Bisignani? “Ha attraversato il Sangro a nuoto”, facendo sbellicare di risate la comunità di giornalisti abruzzesi.
Chiunque avesse visto il Sangro nella zona di Scontrone avrebbe capito che non arrivava al ginocchio, tutt’al più per Bisignani poteva arrivare al torace; comunque le braccia rimanevano ben fuori e a muoverle come per nuotare si rischiava di far ridere anche gli orsi che si trovavano a passare. Di lì a tre mesi “Il Mezzogiorno” di Paolo Cavallina interruppe le pubblicazioni e non le riprese più; non si è mai capito dove avesse trovato i soldi, visto che pagava a Ezio Barcone 100.000 lire al mese quando Guido Vernacotola del Tempo non arrivava a 50.000 e Nicola Di Bonito del Messaggero poteva sfiorare le 60.000. E vendeva un ventesimo di quanto vendeva ciascun concorrente. Era stato un giornale elettorale, lanciato per le politiche del maggio del 1972, che avrebbero dovuto tenersi nel 1973 (cinque anni dopo che era stato eletto Michele Celidonio) e che Giovanni Leone anticipò (prima volta della storia repubblicana). Le rotative (della Stampa) erano pronte, ma pare che in quanto a giornalisti si faceva acqua da tutte le parti e l’acqua era tanto alta che… non si poteva attraversare a nuoto. Tra l’altro, in quella redazione-amministrazione improvvisate mancava anche il bonton, visto che Ezio Barcone fu ricevuto da un ispettore (cioè un amministrativo) che lo introdusse ai presenti con un “Ecco il riccioluto Barcone”, come ci riferì Antonio Paolini, collaboratore con pari dignità del capo, ma con stipendio dimezzato.
E, tanto per rimanere alle profondità acquatiche, annaspa pure Gaetano Pallozzi se sceglie questi premiati per il suo gioiello, che vorremmo fosse il gioiello di tutta Sulmona.: lo abbiamo sostenuto anche su questo sito e sul “Vaschione” distribuito su carta, abbiamo sperato che i soldi venissero da tutti gli enti, anche se siamo contrari all’arte foraggiata dalle istituzioni. All’edizione sel 2010, non sapedo chi dovesse premiare per il giornalismo, ci chiede indicazioni. Gliene fornimmo di rigorosamente collegate al merito e non furono neppure considerate.
Ma adesso Pallozzi esagera. Dati i precedenti di Luigi Bisignani, va a finire che l’anno prossimo premierà Giovanni Lolli, che a questo punto ha tutte le caratteristiche per aiutare il “Premio Sulmona”. E’ reduce da una prescrizione per favoreggiamento, è vice-presidente della Regione Abruzzo e, soprattutto, saprà pure se il Sangro si deve attraversare a nuoto oppure se bastano due salti tra una pietra e l’altra. Quello che magari bisognerebbe evitare è che a consegnare una targa a queste persone sia il sindaco di Sulmona, che ci dovrebbe rappresentare tutti e che ieri forse avrà rappresentato solo se stesso (neanche la sua Idv che fustigava i costumi dei politici).






