Anche l’avvocatura nazionale sciopera per i tribunali minori

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vaschione_20020 FEBBRAIO 2012 – L’avvocatura a livello nazionale non condivide il programma di riduzione del numero dei tribunali così come emerge dalla legge delega approvata dal parlamento durante il governo Berlusconi e con l’apporto degli altri partiti.

La protesta per esprimere “la più profonda contrarietà all’irrazionale disegno posto in essere per la revisione della geografia giudiziaria basato su meri tagli orizzontali” sarà concretizzata con lo sciopero di ben quattro giorni consecutivi dal 21 al 24 marzo prossimo, quindi a un mese da quello indetto per giovedì e venerdì di questa settimana. Tra gli altri motivi dell’astensione dei legali dalle udienze c’è anche la “forte indignazione” per il comportamento del Governo che ha voluto mantenere la obbligatorietà del tentativo di conciliazione per alcune cause civili e la contrarietà alla riforma che prevede l’ingresso di soci di solo capitale nelle società di professionisti.

La dura presa di posizione dei vertici rappresentativi dell’avvocatura potrebbe condurre ad un ripensamento dei “tagli” degli uffici giudiziari in modo definitivo, attraverso la scelta di criteri che non siano basati solo sulla perimetrazione delle province nel loro assetto al 30 giugno 2011  (data di riferimento della legge di delega). Oppure, sotto il profilo cronologico,  potrebbe collegarsi alla sospensione della attuazione della riforma per i tribunali abruzzesi (così come approvata nella settimana scorsa) e in tal caso i Tribunalidi Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano potrebbero essere salvati per tre anni in attesa della introduzione di criteri diversi da quelli prospettati nella stessa legge delega che sulla carta dovrebbe entrare in vigore su tutto il territorio nazionale nel prossimo mese di settembre.

L’atteggiamento della avvocatura nazionale è del tutto diverso da quello sostenuto negli scorsi decenni, quando tutti i principali “fori” hanno ricorrentemente chiesto la riduzione dei tribunali con la soppressione di quelli non-provinciali; solo dallo scorso autunno la strategia è stata modificata ed oggi, secondo il comunicato emesso ieri l’altro, l’opposizione al progetto è tra i primi punti della agenda della protesta.