ARBACE RIPERCORRE LA VIA DEGLI ABRUZZI

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La Soprintendente ai Beni artistici in un convegno a Castelvecchio

11 MAGGIO 2012 –  Lucia Arbace, Soprintendente per i Beni Storici ed artistici dell’Abruzzo, sarà presente  domani dalle ore 9,30 a Castelvecchio Subequo per intervenire al convegno “La via degli abruzzi e le arti nel medioevo”, che si terrà nella Sala padre Pio Grannonio.

Il soffio di arte e traffici commerciali che toccò le aree interne dell’Abruzzo e che certamente poteva considerarsi come una congiunzione astrale visti i presupposti e le condizioni che lo determinarono, sconvolse in senso positivo aree come quella subequana, all’indomani del nuovo assetto politico della penisola, nel 1266.

Questo il programma del convegno con gli argomenti delle relazioni: Walter Angelelli (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”): “Modi, modelli e moduli. Le Storie di San Francesco nella Cappella dei conti di Celano a Castelvecchio Subequo” ; Luca Nicoletti (Università degli Studi di Milano): “La custodia di Campo di Giove. Vicissitudini critiche e collezionistiche”; Alessandro Del Priori (Università degli Studi di Firenze):”Il San Nicola di Monticchio e i tabernacoli monumentali come pala d’altare. Considerazioni sulla pittura e sulla scultura trecentesca tra Spoleto e l’Aquila; Vittoria Camelliti (Università degli Studi di Udine): “Tradizione e innovazione nell’iconografia dei santi patroni in Abruzzo nel corso del Quattrocento”. Le conclusioni saranno tratte daValentino Pace (Università degli Studi di Udine).

Congiunzione di eventi siderali appunto irripetibile quella che portò l’arte anche nei paesi arroccati ai monti (nella foto del titolo una immagine dell’affresco nella chiesa della Madonna del Casale sull’Altipiano delle Cinque Miglia). Ora a percorrere quella Via degli Abruzzi, come la chiamavano tra Napoli e Firenze, proprio quella che portò anche Boccaccio a Sulmona (ma tanti altri, forse anche il Petrarca, che colloquiava con Marco Barbato), viene da chiedersi come sia potuto accadere e quale fosse la fortuna di queste lande nell’avere, per esempio nel convento di San Francesco a Castelvecchio, affreschi della scuola di Giotto. Sono ancora lì, per gli increduli; qualcuno li ha dipinti e li ha lasciati anche a futura memoria. Se all’epoca ci fosse stata Legambiente aquilana, alla prima scossa di  terremoto sicuro sarebbe partito il suggerimento di smurarli per metterli magari al riparo all’ex mattatoio. Aquilano, s’intende.