BATTAGLIA LEGALE SUL MONTEPULCIANO: L’ABRUZZO LA SPUNTA?

310

27 OTTOBRE 2010 – Pratola Peligna, Vittorito, Corfinio: i tre riferimenti del triangolo enologico d’Abruzzo. Il Montepulciano è un vino che, se proprio non è nato lì, certamente lì si è qualificato, molti decenni fa. Adesso scompare persino la denominazione “peligno” e il vino Montepulciano d’Abruzzo si distinguerà nelle cinque “sottozone”:

Terre di Casauria, Terre dei Vestini, Alto Tirino, Terre aquilane e Teate. Il “Valle Peligna”, che era già soltanto una “Indicazione geografica tipica”, confluisce nella denominazione “Terre aquilane”, che varrà per tutta la provincia.

Davvero sembra una operazione di marketing al contrario, posto che il vino peligno aveva un suo nome ed un suo fascino. Le uve di Pratola nella prima metà del Novecento arrivavano con i treni fino a Vienna e la vera capitale del vino in Abruzzo, quando buona parte dei vigneti in regione era dedicata soprattutto alle uve da tavola, aveva un nome e un cognome: Pratola Peligna. Ora appare assurdo imporre il nome “Terre aquilane”, che evoca, sì, suggestivi scenari montani, ma induce a qualche diffidenza sul sapore di un vino che sembrerebbe venire da altitudini di settecento metri nei gelidi inverni del Piano di Navelli o, peggio, dei 2000 di Campo Imperatore. Era proprio indigesto chiamare quel vino “Terre peligne”?