BENNATO: “IL POPOLO PUO’ APPROPRIARSI DELLA MUSICA E DIMENTICARNE GLI AUTORI”

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UN MANIFESTO DELL’ARTISTA NAPOLETANO NEL SUO ULTIMO LIBRO

7 DICEMBRE 2014 – Eugenio Bennato, che domani sarà in Introdacqua per partecipare al convegno organizzato da “Il Vaschione”, ha rimeditato a lungo sul suo lavoro di ricerca delle fonti e di riproposizione della musica popolare, cioè di quella faticosissima opera di interpretazione dei canti di tutte le parti d’Italia, non solo del Sud che lui ama fino al midollo.  Scrive questa sorta di manifesto nel suo ultimo “Ninco Nanco deve morire – Viaggio nella Storia e nella musica del Sud” (Rubbettino, 2013, pagg.200, euro12): “Per questa convinzione che mi sorregge da sempre, il mio specifico mestiere riguarda soprattutto la creatività, il difficile percorso di inventare nuove poesie e nuove melodie, l’insidia di fare questo nel segno stilistico della cultura tradizionale, in una parola l’invenzione di una nuova musica popolare. “Popolare” anche nel senso che il popolo la sceglie e la fa sua, arrivando addirittura a disconoscerne l’autore. La questione è, a mio avviso, fondamentale, perché, come ogni musica e ogni fatto d’arte, la musica popolare è materia viva e per vivere deve avere un senso, e per avere un senso deve rappresentare la realtà del contemporaneo, e per far questo deve incessantemente rinnovarsi”