CAMMINO DEI BRIGANTI ANCHE PER FARE TURISMO

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UN NUMERO DI “MERIDIANI” SU UNA LANDA TRA L’ABRUZZO E IL LAZIO

22 LUGLIO 2021 – Di una minuziosa descrizione dei luoghi e delle persone tra Abruzzo e Lazio si incarica il numero di luglio di “Cammini”, edito da Meridiani e parente stretto del mensile che da oltre tre decenni accompagna i turisti esigenti sulle rotte di tutto il mondo. “Il cammino dei briganti” è un itinerario di circa cento chilometri tra Tagliacozzo, Sante Marie, Rosciolo. Vi si legge il rispetto per la gente che ospitò i disperati degli anni successivi al 1860, i borbonici vestiti di stracci e ancora fedeli al giuramento ad un re poco più che ventenne. Il numero di “Meridiani” descrive valli e chiese, animali e fiumi rimasti quelli di centosessanta anni fa, perché ancora questa terra è isolata e nessuna delle politiche liberatorie dei piemontesi, poi dei fascisti e quindi della repubblica l’hanno sfiorata. Nel fascicolo, ricco di colori e di mappe, oltre alla cartina che vi è abbinata, non si parla di un altro, di cammino: quello dell’eroico generale carlista Joseph Borges (o Borjes), venuto dalla Spagna per ricambiare la generosità dei Borbone nei confronti dei re iberici e catturato proprio vicino al casale Mastroddi di Sante Marie per essere poi trasportato a Tagliacozzo e fucilato in piazza. Il metodo dei piemontesi scosse l’Europa e Victor Hugo insorse per quello che a tutti gli effetti fu un crimine di guerra. Sta lì, in quel percorso oggi riscoperto da molti turisti esigenti, il destino degli ultimi briganti, che delusero un guerriero puro come Borges, tanto da indurlo a puntare verso lo Stato pontificio, a pochi chilometri dal casale Mastroddi, per riferire al Re Francesco II che tutto ormai era perso.

Il fascicolo di “Meridiani” contiene anche l’inizio di “Fontamara” di Ignazio Silone, corredato da stupende fotografie di posti ancora incontaminati e, ovviamente, un ampio resoconto delle ultime avventure di lupi e orsi, che in quell’ambiente sono ancora la norma e non l’eccezione.