ERA UNO DEGLI SCEMPI DI UN’AREA CHE DI VERDE NON HA NULLA E CHE AL VERDE LASCIA I SULMONESI – UNA POSSIBILE RICONSIDERAZIONE A FAVORE DEL VERO PARCO STORICO E NATURALE ACCANTO AL GIZIO
16 NOVEMBRE 2025 – Di una riconsiderazione sul tunnel in corrispondenza del parco fluviale parla l’amministrazione comunale. Sarebbero state evidenziate difficoltà tecniche; inoltre, i lavori richiederebbero una troppo lunga sospensione del traffico su via Japasseri e recherebbero danni ingenti alla gestione dell’”area camper” che si trova subito a ridosso del fiume Vella.
Tutto quello che ridimensiona lo scempio di una spesa per il “Parco Daolio” è bene accetto. Specificamente per questo tunnel, che viene chiuso prima di… venire aperto, occorre sottolineare che non avrebbe avuto nessuna attinenza con la valorizzazione del parco, ma sarebbe stato necessitato dalla esigenza di alleggerire il flusso veicolare a confine e, in particolare, nei pressi dell’accesso all’area (larvatamente) verde. Mettere in cantiere una spesa di più di tre milioni e mezzo di euro per aggiustare l’area che costeggia il Vella da ponte di Santa Liberata alla Fontana Japasseri (nella foto del titolo) è stata, a non dir d’altro, un’imprudenza maggiore della stessa istituzione del parco, quando già gli organi tecnici del Comune mettevano in guardia sui rilevantissimi costi di manutenzione. La prima, colossale spesa fu quella del trasporto di terra; tanto per parlare di vocazione di quell’area ad essere il giardino della città. Il secondo dolore è venuto dalla mestizia di un parco nel quale il sole fa capolino dopo aver faticosamente scavalcato la scarpata fino a Via Giovanni XXIII e rimane fino all’ora di pranzo per poi scomparire dietro all’altro costone, quello della Circonvallazione occidentale. La terza fitta al cuore è stata la frequentazione in un parco dove certamente, dato il fallimento come centro aggregante, non si può fare picnic. Corollari di tutto questo, si sono ripetuti vandalismi per i quali già da decenni il Comune deve rimetterci soldi ed energie. L’attuale opposizione al Comune, in campagna elettorale ha parlato della realizzazione del “Central Park” di Sulmona, con grave sprezzo del ridicolo e dei fondi pubblici che non per il solo fatto di provenire dal PNRR possono essere dilapidati.
Inutilmente abbiamo sostenuto che un parco veramente grande sarebbe quello del Gizio, servito da un collegamento diretto ferroviario che, nel tratto dalla stazione ferroviaria all’ex passaggio a livello di Via Arabona può essere ripristinato anche a beneficio di chi nel parco non ha tempo di andare; che, senza bisogno di tunnel o rotatorie, è contiguo con una circonvallazione (quella occidentale, che adesso si chiama Sandro Pertini; ma che aveva di occidentale Sandro Pertini?); che ha lo stemma più antico della città di Sulmona e testimonianze storiche di più di ottocento anni fa che l’orrido fossato ad est dell’altra circonvallazione non potrà proporre neanche tra mille anni; e che, soprattutto, anche nelle stagioni nelle quali “il sole stanco a letto presto se ne va”, è radioso fino agli ultimi… rai della palla di fuoco e accoglie le anatre selvatiche che sguazzano appena le acque si ricompongono dopo il salto fragoroso accanto all’ex Cartiera dell’Annunziata. La poesia non fa parte dei programmi degli amministratori comunali. Ma da queste colonne si può proporla ancora. E’ sempre migliore della prosa dei progetti… sotterranei che come tali hanno bisogno di tanti tunnel.
Nella foto in basso un ponticello sul Vella nel Parco fluviale: più che sufficiente per i movimenti nell’area sempre deserta e inospitale.







