Cioni si barrica in bagno ma sbaglia indirizzo

463

BASTAVA PROTESTARE SEGUENDO FORME LEGALI, QUELLE CHE DANNO TORTO AGLI AQUILANI

13 GENNAIO 2014 – Celso Cioni, esponente di Confcommercio dell’Aquila, si è chiuso nella toilette della Banca d’Italia a L’Aquila per protestare contro la condizione alla quale il sistema bancario costringe i commercianti e gli artigiani aquilani.

Ha comunicato con l’esterno tramite il proprio cellulare e dice di voler iniziare lo sciopero della fame e della sete e di volersi dare fuoco.

Ha sbagliato indirizzo il sig. Cioni. Non doveva rivolgersi alla Banca d’Italia, tanto meno al bagno della sede aquilana, ma, per esempio, al partito o ai partiti per i quali si è presentato candidato alle elezioni; oppure alla Cassa di Risparmio dell’Aquila, ora confluita nella BPER, o meglio a quei personaggi che hanno condotto la Carispaq a confluire in una banca che ha sede a quattrocento chilometri dall’Abruzzo. Che senso ha sfogare la propria rabbia contro una istituzione che, sì, è formata dal sistema bancario, ma che con la politica, specialmente quella aquilana, non ha niente a che fare? Se ha bisogno di qualche indirizzo basta che scriva a questo sito: ne avremmo molti da consigliargli. Il problema è entrare nel bagno in abitazioni private, perchè è lì che si annidano quelli che dovrebbero ricevere le proteste di Cioni, ammesso che questi sia in grado di formularle.

Ci saranno molte di queste estemporanee forme di protesta nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Mai che gli aquilani decidessero di percorrere una forma di reazione legale: per esempio quella che ha percorso Sulmona con il ricorso avverso la decisione (aquilana) di escluderla dal “cratere” del terremoto o, meglio, delle provvidenze per il terremoto. Eppure ne aveva e ne ha qualche ragione in più del sig. Celso Cioni, visto che c’è addirittura una sentenza del Consiglio di Stato rimasta lettera morta. Chiudersi in un cesso è un po’ riduttivo per chi ha una certa concezione delle regole e delle istituzioni che dovrebbero rispettarle.

Please follow and like us: