CONCLUSI I LAVORI DELLA COMMISSIONE RORDORFT PER LA RIFORMA DEI FALLIMENTI
25 DICEMBRE 2017 – La “Commissione Rordorft” ha concluso l’esame e l’approvazione dei decreti di riforma della Legge fallimentare e del Codice civile e i testi sono stati trasmessi al ministero della Giustizia per la presentazione in Consiglio dei ministri. Una delle principali innovazioni riguarda il dimezzamento dei tribunali competenti a decidere nella materia della crisi di impresa: da 144 a 70.
Dopo la riforma della competenza in materia di diritti di privativa e di quella in materia di rapporti societari per le società di capitali, un’altra disciplina viene a svuotare sostanzialmente il valore e la stessa ragione d’essere dei tribunali: quelli che non potranno decidere sul fallimento e le altre procedure concorsuali saranno talmente squalificati che i primi a fare le valigie saranno i professionisti che vorranno ancora salvare la faccia ed evitare di ritrovarsi nelle anguste limitazioni dei… tribunali di montagna (obiettivo al quale paradossalmente puntano molti… salvatori dell’istituzione).
Perché, lo voglia l’Europa o perché lo voglia una frangia della magistratura che propugna la specializzazione dei giudici (poi in realtà obiettivo che è sempre mancato, dalla soppressione delle preture fino ai tribunali dei marchi, composti dagli stessi magistrati che un’ora dopo stendono sentenze sulle servitù prediali o sulle separazioni), fatto sta che la presenza della giustizia sul territorio fu voluta dai Borbone e confermata dai Savoia, ma non è tra gli obiettivi della Repubblica. Tanto vale prendere coscienza che tutti gli sforzi per conservare i “presidi” sul territorio sono votati al fallimento e che per i veri giuristi sarà sempre indispensabile attrezzarsi a navigare in mare aperto…






