COMPLEANNO DI OVIDIO: GIORNO FATALE ANCHE PER L’ESILIO

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IL 20 MARZO FURONO UCCISI DUE CONSOLI. IL GIALLO CONTINUA DA 2060 ANNI

20 MARZO 2017 – Nasceva il 20 marzo del 43 avanti Cristo, a Sulmona, Publio Ovidio Nasone. Nella data della nascita sta la chiave della sua discesa agli inferi della relegazione.

 Occorre leggere con attenzione la decima elegia del quarto libro dei “Tristia” per trovare la chiave. Subito dopo il celeberrimo “Sulmo mihi patria este. Gelidis uberrimus undis” e l’annotazione sulla distanza da Roma, il Vate scrive testualmente: “Editus hic ego sum, nec non, ut tempora noris, / cum cecidit fato consul uterque pari” “Qui io nacqui, e affinchè tu ne sappia la data, è il giorno in cui / caddero entrambi i consoli per eguale destino”. I due consoli sono Irzio e Pansa, che morirono il 20 marzo del 43 a Modena combattendo per Augusto contro Antonio, quando si era da poco compiuto il primo anno dalla famose Idi di marzo. Ma sarebbe stato proprio Augusto a toglierseli di torno. Addirittura il medico di Augusto, Glicone, avrebbe avvelenato una ferita di Irzio. E questa allusione al “pari fato” , che è ripresa in altri passi, avrebbe segnato nella corte augustea l’atteggiamento di Ovidio, insopportabile per il padrone del mondo. Questa ricostruzione non sgorga come acqua fresca dal Vaschione, ma è articolata dal prof. Luciano Canfora (v. “Quell’error che condannò Ovidio all’esilio” in questa stessa sezione OVIDIO). Altro che pettegolezzi e tradimenti e opere licenziose… Solo il “Processo a Ovidio” qualche anno fa, al Cinema Pacifico, non ha colto l’importante riferimento ed ha mostrato un Ovidio piagnucolante e sfortunato: altra paccottiglia che si è unita alle molte che si narrano per esigenze di cassetta.

Il destino di Ovidio era segnato nel giorno della sua nascita, il 20 marzo e il Sulmonese si è battuto per impedire alla nuova moglie di Augusto di portare agli altari dell’Impero un figlio non di Augusto, Tiberio.

Buona occasione per fargli un saluto in Piazza XX Settembre. Ma intanto bisogna prendere atto che oggi sulla testa del poeta, in Piazza XX Settembre, è stata collocata una corona d’alloro e non di … aglio, come fece nel dicembre 2014 “Fabbricacultura”.

Nella foto l’iscrizione che al Palazzo dell’Annunziata riproduce i versi di Ovidio sull’ultima notte trascorsa a Roma prima della relegazione e che furono ripresi da Goethe nel suo Viaggio in Italia