SI LEGGE “HYPNEROTOMACHIA”: FACILE, NO?

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INCONTRI IN PIAZZA XX SETTEMBRE ALLA PAUSA CAFFE’: MARIO MARCONE

21 MARZO 2014 – Nell’isola felice di Piazza XX Settembre, quando sono appena passate le 10,30 e non può entrate un’autovettura che superi impunemente il varco della zona a traffico limitato, la sosta caffè è godibile più che altrove, perchè Mario Marcone (dopo aver gustato la “Gazzetta dello Sport”; v. “Sessant’anni di erudizione per raggiungere il Karma di una partita di calcio” nella sezione PERSONE di questo sito) ha ripreso le sue peggiori abitudini e adesso legge il comprensibilissimo “Hypnerotomachia Poliphili” di Francesco Colonna, una ristampa dalla prima edizione del XV secolo edita da Manuzio.

Nel risvolto di copertina è scritto come fosse considerato il “libro più bello della storia della stampa” anche per il corredo di preziose incisioni. E’ una specie di “battaglia onirica”, cioè descrive la contrapposizione, ovviamente tra il bene e il male, ma anche l’introduzione alla strada verso il bene, una specie di investitura massonica. “Il libro, almeno un esemplare antichissimo, si trovava nella biblioteca di Sardi, cioè nel palazzo che affaccia sulla Piazza Garibaldi e fa angolo con Porta Manaresca” osserva Marcone, che poi si diffonde in mille interpretazioni del perchè e del percome un esemplare si trovasse nella biblioteca di Sardi: “Quella famiglia aveva ricevuto i libri del convento di San Nicola e gli ecclesiastici, si sa, conservavano anche le cose meno raccomandabili sotto il profilo morale per studiarle e ripudiarle. Ma più passa il tempo e più mi convinco di quale immenso patrimonio abbia perso Sulmona, se si pensa a quante biblioteche esistevano in città. E poi tu ce l’hai internet? E metti Fabrizio Colonna e Hypnerotomachia”. Sì, adesso me lo scrivo, come diceva Troisi al cinema.