DI PIERO RIMUGINA SUL CALCIO

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17 OTTOBRE 2025 – E’ stata così incisiva la pedata ricevuta a fine dicembre 2024 che Gianfranco Di Piero, proiettato fuori di Palazzo San Francesco, la mette sul piano… calcistico e, in una risposta alla nota dell’avv. Nannarone (non spedita a questo giornale perchè “non lo legge nessuno“, come disse da sindaco), parla di un “fallo” commesso dalla interlocutrice.

Non pensa alle mille falle della sua incolore vicenda politica e rivendica di essere stato eletto con una messe di voti fin da quando aveva poco più di venti anni, senza precisare che faceva parte della “quadriglia” che Franco La Civita si trascinò nel 1983, come si fa con la pesca a strascico, dove capita di tutto, pure gli scorfani.

Falle si aprivano da Palazzo San Francesco già il giorno dopo la rinuncia concordata con Andrea Gerosolimo, che gli lasciò campo libero rinunciando al ballottaggio, in cambio di un quinquennio addomesticato alle esigenze dei civici. Una falla al Cogesa, dove Di Piero approvò il bilancio, mentre in campagna elettorale aveva detto che avrebbe fatto ferro e fuoco nella gestione della società partecipata; una falla a Santa Rufina, dove Di Piero inaugurò la bretella che svuota la stazione centrale; una falla a Roncisvalle, dove Di Piero diceva che non poteva immischiarsi, in questo sostenuto dal vice Sergio Berardi (e poi si è… immischiata la magistratura); falla alle mense scolastiche, dove fu ridotto a dichiarare di essere disposto a chiedere scusa (ma solo in segreto, alla maniera democristiana) ad un padre per le fregnacce che aveva detto. Falla sulla caserma dei pompieri.

E, soprattutto: falla finita.

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