PER I COMITATI DELL’AMBIENTE VANNO CERCATE LE RESPONSABILITA’ DEI POLITICI. MA C’E’ UNA DISTORSIONE DI FONDO
8 AGOSTO 2012 – I Comitati cittadini per l’ambiente ritengono che discutere del passaggio di Sulmona alla provincia di Pescara sia un’”arma di distrazione di massa”, nel senso che questo dibattito servirebbe a coprire l’insipienza e le responsabilità dei politici che hanno ridotto il centro-Abruzzo ad un cimitero di capannoni industriali vuoti e il circondario a mendicare uffici e servizi essenziali. Con il passaggio a Pescara il panorama non cambierebbe e, quindi, è opportuno che vadano a casa coloro che hanno avuto le loro responsabilità in questo degrado, insieme ai partiti nei quali oggi si trovano: politici “senza spina dorsale” che sono proni all’”arroganza dei poteri forti”. Quindi, secondo i “Comitati”, la colpa non è degli “aquilani cattivi” o dei “marsicani cattivi” e passare nella provincia di Pescara vuol dire non risolvere il vero problema, che è da ricondurre all’inettitudine di chi non si decide a lasciar spazio a chi ha voglia, rigore morale e capacità.
Il senso di insofferenza che i “Comitati” descrivono è comune a molti e sta alla base del voto di protesta che l’Italia si accinge ad esprimere, in forme e termini forse sconosciuti ai partiti ieri al governo e che pensano di governare anche la protesta contro il governo dei tecnici. Ed è giusta l’analisi circa le responsabilità di un degrado progressivo dai tempi del “miracolo economico” a quelli del “pentapartito” e del consociativismo nella guida dell’Italia e dell’Abruzzo. Occorrerebbe anche aggiungere che gli stessi abruzzesi hanno votato sempre di più attraverso il sistema dello “scambio” (i suffragi a fronte del corrispettivo dell’assunzione in enti pubblici, di finanziamenti a fondo perduto, etc.); altrimenti, senza questo passaggio nell’analisi, si potrebbe anche rincorrere l’illusione che gli elettori sono tutti puliti e i politici sono tutti sporchi. Questo realismo potrebbe anche spiegare perchè i politici che si richiamano ai poco fulgidi esempi di chi li ha preceduti negli anni passati non vengano mandati a casa: sono, infatti, gli elettori che li vogliono dove stanno perchè sanno che a molti di quelli possono chiedere favori in cambio di voti.
Costruire il futuro non significa assolvere i protagonisti del passato
Detto questo per sottolineare che non abbiamo nulla da spartire con questa classe politica, dobbiamo anche dissentire dai “Comitati”, perchè l’idea di passare alla provincia di Pescara non è strumentale al disegno di creare “falsi problemi” e distrarre l’opinione pubblica. Si tratta di riequilibrare il territorio di un Abruzzo formato da una provincia (quella dell’Aquila) che da sola è grande quanto metà regione e da una provincia (quella di Pescara) che, pur avendo il capoluogo che dovrebbe essere il capoluogo della Regione, rischia di scomparire. Può darsi che di qui a qualche anno questi discorsi non siano importanti perchè non esisteranno più le province; ma una popolazione, con il suo sindaco, ha diritto ad esprimere il modello nel quale vuol vivere, il contesto di decentramento amministrativo del quale vuol essere partecipe. E i politici (ancora loro…) avrebbero il dovere di assecondare queste scelte, senza criminalizzarle. Se Sulmona ormai si riconosce nei contatti immediati con Pescara, tramite una autostrada che può essere fonte di ulteriori traffici e scambi, è giusto prenderne atto. Questo non comporta l’assoluzione di chi ha costretto Sulmona a rinunciare al suo sogno di diventare capoluogo o, più semplicemente, di aspirare ad una crescita industriale e commerciale invece di dipendere da Pescara.
Una occasione irripetibile di riequilibrio della regione
Ma, tutto sommato, dovendo riscontrare che, per esempio, le agenzie delle imprese di assicurazione hanno una sede ad Avezzano ed una sub delegazione a Sulmona, come le concessionarie di auto; che, stando con Pescara, la ASL si salverebbe sicuramente nella sua autonomia e, di conseguenza, anche i servizi nella sanità sarebbero autonomi (così evitando che anche per certe analisi si debba andare ad Avezzano); che la città di Ovidio diventerebbe il punto di riferimento artistico e monumentale di tutta la provincia; sommare tutto questo, appunto, e spingere affinchè gli uffici dello Stato stiano dietro l’angolo, a Pescara, e non sul cocuzzolo della montagna, a L’Aquila, non vuol dire assolvere nessuno.
Nella foto del titolo una rappresentazione sulla spiaggia di Pescara vicino al porto, all’alba.






