9 GIUGNO 2012 – “Antonio che oggi accogliamo in questa chiesa ha scritto un giornale di settantatrè pagine; ha contribuito a scrivere la storia dell’uomo, anche con un segmento così piccolo. Non importa sapere quando un giornalista finisce di scrivere il “suo” giornale: l’essenziale è che lo scriva per dare un contributo di verità”. Con queste parole il parroco don Gilberto ha dato l’estremo saluto ad Antonio Mancini (nella foto durante una conferenza stampa al municipio negli anni Settanta) nella chiesa di Santa Maria della Tomba, suggerendo il paragone degli anni con le pagine di un giornale che scorre inesorabilmente e nel quale bisogna inserire solo le cose importanti, come quelle per le quali vale la pena spendere il tempo fissato per ciascuno e da nessuno conosciuto nel suo limite concreto.







