DOPO IL PONTE SULLO STRETTO, LA FERROVIA L’AQUILA- ASCOLI

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STUCCHEVOLE INIZIATIVA DI MARSILIO: SOSTIENE IL PROGETTO DI UNA LINEA CHE ATTRAVERSA L’ABRUZZO PER TRENTA CHILOMETRI

18 NOVEMBRE 2021 – Il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, ha illustrato il suo impegno per realizzare la linea ferroviaria che da Roma dovrebbe portare ad Ascoli Piceno, passando per Poggio Mirteto, Passo Corese, Rieti, L’Aquila. Ha parlato di una infrastruttura che servirà a “ridurre il gap dello sviluppo tra fasce costiere e zone interne” e di una proficua collaborazione con il presidente della giunta regionale delle Marche. Per adesso questo progetto potrebbe godere di un finanziamento di 49 milioni di euro per uno studio di fattibilità.

Speriamo che si fermi allo studio di fattibilità: così avremo sprecato 49 milioni, ma avremo evitato alle future generazioni di rispondere dei debiti folli che gli uomini e le donne dell’inizio del terzo millennio stanno assumendo solo perché fanno parte del PNRR. Senza sentire i rappresentanti delle province e dei Comuni, almeno di quelli più importanti come potrebbero essere Pescara, Chieti, Avezzano, Lanciano, Sulmona, gli stessi sindaci di città ormai diventate protagoniste dell’economia abruzzese, come Giulianova, Montesilvano, un presidente di regione prende impegni per promuovere la costruzione di una linea ferroviaria che lambirà solo l’Abruzzo e si risolverà in un doppione della Roma-Ancona, addirittura mandando ai ferri vecchi la linea, per gran parte abruzzese, da Roma ad Avezzano, a Sulmona, a Chieti, a Pescara.

C’è solo da sperare, incredibile a dirsi, che questa improbabile ferrovia (neanche negli anni d’oro della progettazione su strada ferrata, quelli della seconda metà dell’Ottocento, si arrivò a fantasticare fino a questo punto) sia soltanto un gioco come il ponte sullo stretto di Messina, ideato da settanta anni e ripreso a fasi alterne con conseguenze catastrofiche per le casse dello Stato anche in termini di penali per lavori che dovevano essere appaltati e che non sono stati più finanziati. Speriamo che su questo risiko delle idee faraoniche italiane, intorno alle quali si sono esercitati ministri come Natali & Co. per bucare il Gran Sasso, alla fine Marsilio avrà detto la sua per assecondare le richieste degli aquilani e pagare qualche debito politico di Fratelli d’Italia e poi se ne ritorni a Roma da dove è stato catapultato, con irresponsabilità mai riscontrata prima, da Giorgia Meloni. Se dipendiamo da questi chiari di luna e da questi umori cangianti possiamo d’altra parte augurare all’Abruzzo che gli umori… cambino presto. E’ sorprendente anche scoprire che l’uscita di Marsilio è delle stesse ore nelle quali si è divulgata la notizia (fonte la sen. Gabriella Di Girolamo) della costituzione di un gruppo di esperti per scoprire quale sia il tracciato migliore per collegare in treno Roma a Pescara. E in questa fase Marsilio che fa?  Si impegna per uno studio di fattibilità per la ferrovia da Roma ad Ascoli Piceno.

Speriamo, dunque, che sia solo una esercitazione di vassallaggio a gruppi di potere e politici che dettano la linea adesso a prescindere dalle esigenze degli Abruzzesi. Già se fosse così ci sarebbe da indignarsi per la disinvoltura con la quale un presidente di Regione ignora i rudimenti della formazione della volontà dell’ente che presiede. Ma ridurremmo i danni, in questo frangente di ubriacatura per i fondi del PNRR che “bisogna spendere”. Quando l’Abruzzo, insieme all’Italia, si sarà destato da questo stato di grazia indotto artificialmente, potrebbe trovarsi con la variante della A25 da Bussi a Collarmele, La Fondovalle Sangro (lì D’Alfonso aveva impegnato i Master Plan, ma non basteranno, chè di tratta di ridurre la Majella in groviera), la linea ferroviaria veloce dai confini con il Lazio ai confini con le Marche.