Dove finiscono i fondi per l’Abruzzo? Nella fondo-valle

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Viadotto della Fondovalle SangroSCANDALOSI SPRECHI MENTRE LE TASSE SPREMONO GLI ITALIANI

30 AGOSTO 2014 – Il decreto “sblocca Italia” approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede una sola opera pubblica in Abruzzo (peraltro al confine con il Molise e in alcuni punti riguardante il territorio del Molise): la strada nazionale 652 (“Fondovalle Sangro”) sarà completata on una spesa di 70 milioni di euro (nella foto: uno dei viadotti presso Bomba rimasti sospesi e ormai sicuramente marciti sotto 40 anni di intemperie senza manutenzione).

 

La strada rispondeva negli anni Settanta alla logica di creare occupazione anche senza necessità dell’opera pubblica in sé. I flussi di traffico commerciale che doveva assecondare tra l’Adriatico e il Tirreno erano già ampiamente soddisfatti da un tracciato più funzionale e moderno, che si valeva per i primi 50 chilometri di una autostrada (da Pescara a Pratola Peligna-Sulmona) e per la parte restante di una superstrada (tranne un breve tratto da Colli al Volturno a Venafro) e poi ancora di un’autostrada (da Caianello a Napoli).

L’opera in sé, dunque, non serviva, ma era utile a Remo Gaspari che l’aveva patrocinata e ottenuta (secondo le sue vanterie, ma c’è da credere a questo oggettivo  scopo delle opere pubbliche, per evitare, si diceva, l’ulteriore emigrazione). Finiti i primi soldi, i viadotti sono rimasti incompleti e hanno fatto di recente parlare anche trasmissioni di serio approfondimento giornalistico. Quanto a nuovi finanziamenti, ogni volta che se ne parlava venivano rifiutati, perché è ovvio che se un collegamento è garantito da un tracciato più valido, non si comprende perché debbano essere sprecati altri soldi su una alternativa inconsistente. Ieri il Governo Renzi ha deliberato il completamento, tra l’altro assorbendo tutti possibili fondi da destinare all’Abruzzo in fatto di viabilità. Pare che l’unico motivo è che non si può lasciare incompiuta un’opera pubblica: D’Alfonso aveva portato sul posto il presidente dell’Anas, Ciucci, proprio a luglio.

Quando si dice intestardirsi: su quella strada, anche quando sarà completata, non passerà nessuno; se tutto va bene, si produrrà una inutile ripartizione di traffico tra l’autostrada (e SS17) e questa “Fondo Valle” che, tra l’altro, non avrà neanche gli standard di sicurezza delle autostrade. Che cosa è cambiato rispetto a quaranta anni di (giusta) resipiscenza in ordine a questo tipo di “investimenti”. Che un sottosegretario (Giovanni Legnini) è del collegio senatoriale di Chieti. E si dovrebbe per questo soprassedere su tutte le ragioni di “riduzione della spesa” che ci hanno cancellato quattro tribunali su otto in Abruzzo? Con settanta milioni si potevano salvare tutti i tribunali. Con gli altri settanta milioni (che serviranno, perché i primi non basteranno a rifare da capo i viadotti ormai fradici) si potevano salvare altre opere pubbliche e, visto che si dovevano garantire flussi inesistenti, si poteva riattivare la ferrovia Sulmona-Carpinone, che almeno è una bella giostra panoramica. Oppure Legnini ha soppresso i tribunali per finanziare la fondovalle del suo collegio?