E NON E’ DETTO CHE SI SALVI IL GIUDICE DI PACE

855

SIGNIFICATIVI RAFFRONTI DI STATISTICHE, MENTRE NON SI PUO’ OTTENERE NEPPURE UNA COPIA ESECUTIVA DI SENTENZA

3 NOVEMBRE 2019 – Sfumata la possibilità di salvare il tribunale di Sulmona (la battaglia adesso serve solo per garantire pubblicità a quanti sostengono che occorre puntare sulle specificità del territorio, delle distanze, e irrilevanze del genere; e probabilmente per sostenere qualche obliqua candidatura a sindaco), l’obiettivo per adesso è quello di conservare il giudice di pace, che attraversa una crisi profonda almeno quanto quella dell’ufficio giudiziario principale.

Alla fine di luglio 321 erano le iscrizioni civili in Via Silvestro Di Giacomo; mentre ad Avezzano alla stessa data si erano superate già le 1700. Se passerà la riforma della magistratura onoraria e l’innalzamento delle competenze, il giudice di pace potrà assorbire le cause che finora si sono trattate a Sulmona, in quanto l’economia fragilissima non produce contenziosi milionari; resterebbero fuori le controversie matrimoniali, la maggior parte delle cause su beni immobili, tutto il fallimentare ed altro. Ma per chi volesse accontentarsi di vivacchiare evitando i viaggi a L’Aquila (come se fossero le spedizioni in Antartide) qualcosa si potrà racimolare.

Oggi come oggi, al giudice di pace non si può chiedere neppure una copia esecutiva di qualsiasi sentenza, perché è andata in pensione la cancelliera, l’ottima Elisabetta Taglieri che ha garantito funzionalità in pretura (quando c’era la pretura) e poi alla prima istanza di giustizia, quella che molti giudici togati chiamano schifiltosamente “giustizia di prossimità”, come a dire: “Se ti accontenti di averla vicina…” (passi per i grillini che hanno sfoderato gli “uffici di prossimità”, ma uno che ha fatto un giuramento dovrebbe ricordare che la giustizia è unica; e se non è unica non è giustizia).

L’aspetto buffo è che se un cancelliere va in pensione non si rilasciano copie esecutive. Questo sbracarsi della giustizia uno scopo lo ha raggiunto: tenere distanti i cittadini dall’apparato, un po’ come consigliava Gioacchino Belli che era stato cancelliere nelle corti papaline e conosceva cancellieri e giudici.

Please follow and like us: