
L’Ercole Curino rinvenuto negli scavi del Morrone negli anni Cinquanta (attribuito alla scuola di Lisippo)
L’IMMAGINE DI ERCOLE IN UNA CONFERENZA DI BENCIVENGA
28 OTTOBRE 2018 – Il ritratto di un eroe: questo è Ercole visto da Ovidio e a questo tema è dedicata la prima lezione dell’”anno accademico” della Università della Libera Età a Sulmona, il 31 ottobre alle ore 16, in Via Silvestro Di Giacomo, all’Istituto superiore “Ovidio”. Ne parlerà il dott. Alessandro Bencivenga, che è assessore alla cultura del Comune di Sulmona, ma che è stato presidente dell’”Archeoclub”.
Quando Ovidio scrive di Ercole si avverte un profondo fascino che il poeta sulmonese ha percepito e che riesce a trasmettere al lettore, al punto che è perfettamente giustificabile la domanda se quell’Ercole potesse appartenere alla schiera degli “dei falsi e bugiardi”. Forte, generoso, leale, Ercole vince, sì, con la forza fisica, ma non con la violenza fine a se stessa, né con la violenza rivolta ad affermare solo un potere arbitrario. L’Ercole in atteggiamento di riposo, trovato negli anni Cinquanta del secolo scorso al tempio a lui dedicato, alle pendici del Morrone e a qualche decina di metri in linea d’aria dall’eremo di Celestino, è una raffigurazione imponente della saggezza che domina la forza fisica. E per questo fu scelto quale immagine per tappezzare Roma di manifesti sulla scuola di scultura greca al Palazzo delle esposizioni in Via Nazionale.






