L’ASINO TRA I SUONI INTONA UN RITORNELLO

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Una protesta sul luogo destinato alla centrale di spinta

SORPRENDENTE SFIDA DI GIOVANNI LOLLI AL GOVERNO – MA TRASCURA LA RIUNIONE NELLA QUALE DOVEVA RAPPRESENTARE L’ABRUZZO PER IL METANODOTTO

28 OTTOBRE 2018 – “Il governo del cosiddetto cambiamento non ha cambiato, anzi ha confermato, quanto i precedenti governi avevano deciso sulla Tap, il gasdotto trans adriatico che attraverserà l’Abruzzo lungo la dorsale appenninica altamente sismica. Da cittadino e presidente in carica della Regione Abruzzo confermo che mi batterò contro questa decisione con la stessa energia con cui mi sono battuto contro i governi precedenti”. Questa la dichiarazione del presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, all’indomani dell’annuncio che il Governo ritiene non evitabile la costruzione del gasdotto, pur essendosi impegnati i 5 Stelle, in campagna elettorale, a impedire che il progetto si realizzasse.

E visto che c’è, per quale motivo Giovanni Lolli non dice quello che ha fatto o detto nella riunione del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2017, dove fu mandato in rappresentanza della Regione Abruzzo? Per quello che sappiamo noi, non disse niente, tanto che si parlò della figura dell’asino tra i suoni. Poi Lolli, sommerso dalle critiche della base ambientalista del Pd, corse al quotidiano regionale “Il Centro” e rilasciò brucianti dichiarazioni, che a quel punto non servivano proprio a niente e difatti non sono servite a niente.

Cercò di recuperare perché si rese conto di essere stato mandato ad immolarsi in una riunione molto controproducente per gli abruzzesi, né D’Alfonso, presidente della giunta, o Gerolosimo, assessore eletto in una città che sarebbe stata attraversata dal metanodotto e che quindi aveva tradito, intendevano legare la loro immagine a questa bella impresa.

Per di più la presenza silente di Lolli nella riunione, di per sé triste in un governo presieduto da Gentiloni, è servita a far dire a ministri e capo dell’esecutivo: “Ma se non avevate nulla da opporre in un incontro nel quale eravate invitati appositamente, cosa dovremmo fare ora per rivedere le nostre decisioni?”. Lolli adesso, cioè a qualche mese dalle elezioni, trasmigra da asino fra i suoni a cialtrone politico, perché vorrebbe cavalcare la sua campagna elettorale facendo leva sull’ambientalismo di stramazzo e c’è da giurare che verrà a Sulmona per dire che il gasdotto, che lui avrebbe impedito, sarà realizzato per colpa dei 5 Stelle. Può farlo, indubbiamente; l’essenziale è che porti con sé ed esibisca il verbale della riunione del Governo del 22 dicembre 2017. Se non lo fa si conferma un cialtrone politico e chi lo voterà vorrà essere trattato da fesso.

 

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