PER DI PIU’ PAOLA PELINO STUDIA LA SOPPRESSIONE DELL’ENTE
29 MARZO 2013 – Sarà questa primavera che non accenna a intiepidirsi, sarà la vicinanza con la strada che fiancheggia l’Annunziata, ma siamo rimasti Agghiacciati nell’apprendere dal Messaggero di ieri che Paola Pelino è andata a perorare al Governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, la causa di Franco Iezzi candidato sindaco.
Ma vogliamo privare il Parco Nazionale di una guida illuminata, del primo esempio del terzo millennio (se per questo, pure “& beyond”) di oasi naturalistica di livello mondiale gestita da un direttore di nucleo industriale?
Più di noi sono desolati i poveri animali del Parco che, dopo aver rumoreggiato per la designazione a Commissario e poi a Presidente (si vedano a proposito “La lince ha un presidente e per questo si preoccupa”; oppure “Malumore fra le talpe del Parco”; o anche “Lupo sotto controllo in tutta la Majella” nella sezione SPIGOLI di questo sito) si erano abituati all’idea ed ora si sentono orfani di tante premure (peraltro elogiate anche da organi di stampa che mangiano a zampanella gli esponenti del Pdl e ora si aggregano agli “Yez men”). Adesso cervi, linci, scoiattoli e talpe si chiedono: “Ma come, ce lo strappano senza neanche le primarie; diventa sindaco senza nessun filtro?”. Poi si rassegnano a non credere neppure nelle primarie, visto il destino del candidato di centro-sinistra Peppino Ranalli.
Qualcosa hanno deciso di fare: e cominceranno le talpe. Lavoreranno per scoprire qualche retroscena, manco a dirlo molto sotterraneo. Per esempio, è vero che Chiodi ha risposto alla Pelino in modo possibilista, ma avrebbe posto una condizione: che, cioè, si impegni a sopprimere il Parco Nazionale della Majella come ha fatto per il Tribunale di Sulmona. L’Attila del Centro-Abruzzo non deve lasciare grattacapi su chi designare al posto del Presidente illuminato. In queste ore le talpe stanno scavando ancora per verificare qualche altro particolare che riporti serenità tra la fauna della Majella, ma, come i grillini, hanno posto un limite. Non intendono collaborare né con i sorci di città, né con gli avvoltoi della politica, né con i cavalli da corsa democristiani, né con i camaleonti del giornalismo. Il loro sarà un lavoro dignitosamente sotterraneo; e poi niente conferenze stampa, come quelle sulle radiospie applicate ai lupi: “Le metteva già il prof. Luigi Boitani nel ’74 e non è stata una bella parentesi – hanno osservato con disappunto – Poi, annunciarlo dopo 39 anni come ha fatto il Parco qualche mese fa non sta bene, soprattutto per i lupi che le portavano senza saperlo”.






