CRITICITA’ E PROTOCOLLI SU UN’ARTERIA CON FLUSSI DA AUTOSTRADA
7 GENNAIO 2017 – Non era mai successo che la Strada Statale 17 (nella foto nei pressi di Roccapia) rimanesse chiusa per più di un giorno in tutto il tratto da Sulmona a Castel di Sangro.
I disagi sono stati enormi, specie considerando che migliaia di turisti avrebbero dovuto riprendere la via del ritorno dopo le vacanza di Natale e dell’Epifania. Addirittura a quanti hanno chiesto un itinerario alternativo, è stato suggerito il Bosco di Sant’Antonio: cosicchè si sono ritrovati dalle piste dell’Aremogna alle strade senza… piste di Cansano. Un ingorgo colossale ha investio l’Alto Sangro. Se poi si pensa che oggi c’è stato sole splendente, si percepisce meglio l’assurdità di una disposizione del genere.
Il presidente di Federturismo Abruzzo, Dario Colecchi è categorico: “La strategia con la quale l’Anas sta affrontando l’emergenza neve nell’Alto Sangro non solo non è condivisibile, ma sta creando enormi disservizi ai turisti che vanificano i grandi sforzi sostenuti da tutte le componenti del comparto per proporre un’offerta che è tra le più competitive del paese”. Giorni e notti di chiusura sono troppi, anche per una bufera di neve perfettamente annunciata, peraltro. Colecchi fa nome e cognome quando parla dei “ritardi e le disfunzioni che stanno emergendo a causa del sistema proposto dal responsabile regionale dell’Anas, Antonio Marasco, per affrontare l’ondata di maltempo. Capiamo e condividiamo la prudenza e la necessità di affrontare con tutti i protocolli di sicurezza la fase emergenziale, ma ormai siamo a quasi 60 ore dall’inizio della nevicata e non si capisce la necessità di tenere chiuso il tratto di statale 17 da Sulmona a Castel di Sangro, che resta una delle arterie più importanti dell’appennino. In particolare non va dimenticato che ci troviamo in una zona di montagna dove queste precipitazioni sono ordinarie e che le previsioni erano disponibili da giorni. Il sistema di assistenza e soccorso assicurato da tutte le forze dell’ordine ha risposto in maniera impeccabile. L’Anas, invece, ha deciso di adottare una serie di misure che oltre ai disservizi a migliaia di turisti e residente dell’Alto Sangro, stanno provocando agli operatori seri danni d’immagine ed economici (con tutte le piste del comprensorio sciistico perfettamente innevate) sui quali non possiamo più restare in silenzio”.
A questa nota ha risposto la Prefettura, rivendicando la decisione della chiusura perchè non si sarebbero registrate le condizioni di sicurezza onde consentire il traffico, nonostante l’impiego di quattordici mezzi spazzaneve.
Un plauso per essere uscito alla scoperto deve andare a Colecchi; ma, se avesse seguito la tematica della Strada statale 17, si sarebbe reso conto che è in atto una strategia dell’Anas per mortificarne i flussi di traffico. Una strada che ha un flusso automobilistico e commerciale maggiore della autostrada A24 sotto il Gran Sasso dovrebbe avere dotazioni da valico alpino, perché garantisce ogni giorno il collegamento tra Campania e Abruzzo, ma soprattutto Marche e Romagna. E’ inaudito quello che sta accadendo in questi anni: il viadotto di Roccapia è stato chiuso per mesi per una stringatissima manutenzione effettuata con l’impiego di due operai al giorno. Adesso da Sulmona a Castel di Sangro la strada è chiusa per due giorni e due notti nonostante quaranta anni fa, con il capocantoniere Cipriani (abbiamo i testimoni, dunque) la chiusura durava qualche ora, il tempo di far passare tre o quattro volte le turbine e gli spazzaneve, nonché gli spargisale; a tutte le ore e con il vento di ogni intensità.
Non soccorre la posizione assunta dalla Prefettura, posto che la situazione di queste ore non è affatto nuova ed eccezionale per il Piano delle Cinque Miglia. Non è che, per garantire condizioni di sicurezza del livello che si aspettano alal Prefettura, si possono tenere bloccate migliaia di persone che sono disposte ad affrontare il passaggio nelel condizioni nelle quali si è svolto da duecento anni a questa parte. E cosa si farà lunedì mattina con il traffico commerciale di centinaia di Tir? Verranno deviati a Cansano? Se quattordici spazzaneve non bastano, se ne impiegano ventotto, visto che turisti e camionisti che transitano pagano tasse con fior di milioni di euro per tutto quello che gira intorno al movimento sulle strade. Oltre tutto, ciascuno ha i propri motivi di urgenza e un prefetto non si può sostituire alle scelte delle persone se non in limitati ed eccezionalissimi casi; e poi, visto che così hanno fatto decine di prefetti prima di lui, deve garantire la transitabilità delle strade, relazionandosi con il Governo se i mezzi non sono sufficienti.
Orbene: guardando alla condotta dei politici, sembra chiaro dedurne che si voglia palesemente danneggiare una Valle Peligna che ha rappresentanti politici balbuzienti e impacciati quando non si parla della loro carriera e del loro appetito politico, come è già successo per ferrovia e autostrada. Ma Anas e Prefettura fanno male i conti se pensano che una zona a vocazione turistica come l’Alto Sangro e un tracciato di enorme rilievo commerciale sapranno tollerare questo scempio e questa dissipazione di risorse economiche.






