Gli avvocati invocano la presenza del Ministro

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MA NON SANNO CON CHI HANNO A CHE FARE

17 SETTEMBRE 2013 – Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha scritto al Ministro della giustizia per comunicare che è in corso lo sciopero della fame ad oltranza “sotto l’attento monitoraggio dei sanitari”, volto

“ad ottenere la presenza ufficiale in Sulmona del Ministro della Giustizia Cancellieri affinchè possa constatare di persona le oltremodo disagevoli condizioni logistiche del circondario e perchè possa rendersi conto delle oggettive difficoltà che gli utenti avrebbero ove lo scellerato disegno di accorpamento a L’Aquila fosse portato a compimento”.

Se destinatario di tale messaggio fosse stato un Ministro della giustizia come Giuliano Vassalli, oppure Oronzo Reale, si poteva pure sperare in una visita o in un interessamento, anzi si doveva esserne certi, perchè ricordiamo perfettamente che il prof. Vassalli stette a sentire il presidente del tribunale Oreste Bonavitacola, nell’aula di udienze, nell’ottobre 1989 e replicò con garbo alle tematiche della giustizia sul territorio.

Cancellieri quello che può spingersi a fare è il bis della frase: “Fatemi parlare con gli avvocati, così me li tolgo dai piedi” con la arroganza tipica dei “tecnici” (a proposito: ma non era Ministro dell’Interno “tecnico”? e la tecnica per gestire le questure è la stessa per gestire i tribunali? E allora perchè non si fa un ministero unico e lo si dà a qualcuno  migliore della Cancellieri, quanto meno in termini di rispetto degli interlocutori istituzionali?). Il fatto è che se la Cancellieri telefona per informarsi delle tematiche strettamente connesse al tribunale di Sulmona è probabile che le riferiscano che il tribunale è stato soppresso per voto conforme di tutti i parlamentari del territorio e, tecnica o non tecnica, se si lascia scappare un altro commento del genere, per esempio, “e allora gli avvocati si facciano portare i panini da Paola Pelino, Giovanni Legnini e Maurizio Scelli”, come si fa a darle torto?