Il Chiodi remissivo con Borghezio

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Arrogante con gli ambientalisti che protestavano in Via De Nino a Sulmona, il presidente della giunta regionale d’Abruzzo ha mostrato una sconcertante insicurezza e remissività nei confronti di uno dei comprimari della “Lega”, Borghezio. Questi ha affermato che l’Abruzzo è una palla al piede, come tutto il Mezzogiorno.

Si può fare a meno di rispondere a chi qualifica da solo il proprio spessore politico approvando chi provoca gli islamici con il condurre maiali sui siti dove debbono sorgere moschee, per farli orinare e defecare. Si possono, inoltre,  troncare sul nascere queste provocazioni, che servono soltanto per confermare il voto della base di nordisti ai quali la Lega dice esattamente il contrario di quello che fa in Parlamento, consentendo l’approvazione della legge speciale per Roma (ladrona) Capitale e i cospicui finanziamenti per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità.

Ma una volta che Chiodi decide di scendere nell’agone e di rispondere a Borghezio, non può farlo dicendo semplicemente, quasi balbettando, che il leghista è poco informato. Deve prendere un po’ di quella ruvidità che ha mostrato davanti al Teatro comunale di Sulmona e rinfacciare a Borghezio tutto quello che fanno i leghisti per conservare il loro potere: basta leggere un po’ di libri e di articoli di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul “Corrierone” per scoprire tanti altarini. Suvvia, un ghost writer tra i tanti dirigenti alla Regione Chiodi lo trovava. Così facendo, questo governatore dà l’impressione di essere grintoso con Mario Pizzola (che ha senso civico e rispetto delle istituzioni) e  politicamente pavido nei confronti di chi tuona e (grande abilità…) fa orinare i maiali.