Il “Comitato” alla prima ora

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LO STATUTO APPROVATO ALL’ASSEMBLEA PER TRASFERIRE SULMONA IN PROVINCIA DI PESCARA

3 NOVEMBRE 2013 – Con l’approvazione dello statuto e con la elezione di un consiglio direttivo che poi esprimerà il presidente si è aperta stamane

la prima assemblea per la costituzione di un Comitato che promuova le iniziative di volta in volta ritenute più opportune per sensibilizzare la pubblica opinione sulla necessità che Sulmona con il suo territorio passi alla provincia di Pescara. Questi il testo:

                       STATUTO

 

Definizione, finalità, programma

 

Articolo 1

Il Comitato di Coordinamento delle iniziative per la revisione delle province di L’Aquila e Pescara “Sulmona chiama Pescara” in seguito denominato “Comitato”, costituito in Sulmona è un centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico.

Non persegue finalità di lucro

 

Articolo 2

Lo scopo del Comitato è quello di promuovere l’approvazione, a norma dell’art. 133 della Costituzione della Repubblica italiana, della legge per conseguire, secondo la procedura del Decreto Legislativo 18.8.2000 n. 267, il riequilibrio del territorio della Regione Abruzzo data la prossimità della città di Sulmona e della sua popolazione al capoluogo di provincia che, per identità culturale, nonché per collocazione geografica, può meglio servire le esigenze di vita e di sviluppo dell’intero territorio cittadino e del circondario come esso risulta attualmente nelal perimetrazione del tribunale di Sulmona. Il Comitato si adopererà, inoltre, affinché vengano raccolti fondi da destinare a sostegno economico di ogni iniziativa che faciliti la divulgazione dei motivi a sostegno del trasferimento della città di Sulmona dalla provincia dell’Aquila a quella di Pescara, secondo un progetto da divulgarsi anche all’estero presso le comunità di Italiani di origine sulmonese. Il Comitato, per il raggiungimento dei propri scopi sociali, potrà compiere tutte le operazioni giuridiche che riterrà utili al perseguimento del fine

 

I soci

 

Articolo 3

Il numero dei soci è di cinquanta e può essere incrementato su specifica delibera dell’assemblea. Può diventare socio chiunque non detenga cariche elettive in organismi di rappresentanza politica di qualsiasi tipo ovvero all’interno di partiti politici ed associazioni politiche e si riconosca nel presente statuto indipendentemente da convinzioni politiche e religiose, sesso, e identità sessuale, cittadinanza, appartenenza etnica, età e professione. Possono altresì, diventare soci, tutti i sodalizi validamente costituitisi secondo la legge (per esempio Associazioni, Comitati, società sia pubbliche che private). Ognuna delle suddette Associazioni o società potrà partecipare all’Assemblea del Comitato esprimendo nelle votazioni n. 1 voto per ciascuna di loro attraverso la nomina di un rappresentante. Agli aspiranti soci è richiesta l’accettazione dello statuto.

 

Articolo 4

Gli aspiranti devono presentare domanda al Consiglio direttivo menzionando il proprio nome e cognome, nel caso di privati cittadini o ditte individuali, indirizzo, luogo e data di nascita, denominazione e sede legale nel caso d’Associazioni o società, unitamente all’attestazione di accettare e attenersi allo statuto, al regolamento interno, e alle deliberazioni degli organi sociali.

 

Articolo 5

Entro 10 giorni dalla presentazione, il Consiglio direttivo delibererà sulle domande d’ammissione.

Qualora la domanda sia accettata, la qualifica di socio diverrà effettiva e previo il pagamento della quota sociale, al nuovo socio sarà consegnata la tessera sociale e il nominativo sarà annotato nel libro dei soci.

Nel caso in cui la domanda sia respinta, l’interessato potrà presentare ricorso, sul quale si pronuncerà in via definitiva l’Assemblea.

 

Articolo 6

I soci hanno diritto a:

–             partecipare alle iniziative e alle manifestazioni promosse dal Comitato;

–             riunirsi in Assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti il Comitato;

–             eleggere ed essere eletti negli organismi di direzione, di garanzia, di controllo.

 

Articolo 7

Il socio è tenuto al pagamento della quota sociale, al rispetto dello statuto e del regolamento interno, e a osservare le delibere degli organi sociali.

Le somme versate per le quote sociali non sono rimborsabili.

 

Articolo 8

Salvo il diritto di recesso, la decadenza da socio avviene per:

–             mancato pagamento della quota sociale;

–             rifiuto motivato del rinnovo della tessera da parte degli organismi preposti;

–             per dichiarazione d’espulsione divenuta definitiva.

 

Articolo 9

Il Consiglio direttivo ha facoltà di intraprendere azione disciplinare nei confronti del socio, mediante (secondo i casi) il richiamo scritto, la sospensione temporanea o l’espulsione per i seguenti motivi: inosservanza delle disposizioni dello statuto, d’eventuali regolamenti o delle deliberazioni degli organi sociali, denigrazione del Comitato, dei suoi organi sociali, dei suoi soci, intralcio del buon andamento del Comitato, ostacolandone lo sviluppo, appropriazione indebita dei fondi sociali, atti, documenti od altro di proprietà del Comitato.

 

Articolo 10

Contro ogni provvedimento di sospensione o espulsione è ammesso il ricorso entro 30 giorni, sul quale decide in via definitiva la prima Assemblea dei soci.

 

Patrimonio sociale e bilancio

 

Articolo 11

Il patrimonio sociale del Comitato è indivisibile ed è costituito da:

–             beni di proprietà del Comitato;

–             contributi, erogazioni e lasciti diversi;

–             eccedenze degli esercizi annuali.

 

Articolo 12

Il bilancio comprende l’esercizio sociale dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno e deve essere presentato all’Assemblea dei soci entro il 30 aprile successivo. Ulteriore deroga può essere prevista in caso di comprovata necessità o impedimento.

 

Articolo 13

Sono fonti di finanziamento del Comitato:

–             le quote annuali di tesseramento dei soci;

–             i proventi derivanti dalla gestione economica del patrimonio;

–             i proventi derivanti dalla gestione diretta d’attività, servizi, iniziative e progetti, i contributi pubblici e privati.

 

L’Assemblea e il Consiglio direttivo

 

Articolo 14

Partecipano all’Assemblea tutti i soci, che alla data di convocazione dell’Assemblea stessa siano in regola con il pagamento della quota sociale. L’Assemblea può essere ordinaria o straordinaria, ed è convocata a cura del Consiglio direttivo tramite avviso scritto contenente la data, l’ora di prima convocazione e l’ordine del giorno, da esporsi in bacheca almeno 8 giorni prima.

 

Articolo 15

L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita dalla presenza della metà più uno dei soci, e delibera a maggioranza assoluta dei voti di questi ultimi. In seconda convocazione, invece, l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti, e delibera sulle questioni poste all’ordine del giorno, salvo eccezione di cui all’art. 16.

Nelle Assemblee e nelle elezioni solo il socio non presente può delegare un altro socio. Ogni socio può essere portatore di 3 (tre) deleghe al massimo.

 

Articolo 16

Per deliberare sulle modifiche da apportare allo statuto, proposte dal Consiglio direttivo o da almeno un quinto dei soci, è indispensabile la presenza di almeno un terzo dei soci con diritto di voto e il voto favorevole di almeno tre quinti dei partecipanti. Per delibere riguardanti lo scioglimento del Comitato o la liquidazione del Comitato, valgono le norme di cui all’art. 30.

 

Articolo 17

L’Assemblea è presieduta da un Presidente e da un Segretario eletti in seno alla stessa. Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta un sesto dei soci presenti con diritto di voto. Per l’elezione degli organi sociali, la votazione avviene a scrutinio segreto, salvo diversa decisione presa a maggioranza dagli aventi diritto.

 

Articolo 18

L’Assemblea ordinaria è convocata almeno una volta l’anno nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 aprile. Essa, nei termini di cui all’ultimo comma dell’art. 6:

–             approva il bilancio consuntivo e preventivo;

–             elegge gli organismi direttivi;

–             delibera su tutte le questioni attinenti la gestione sociale.

Articolo 19

L’Assemblea straordinaria è convocata tutte le volte che il Consiglio direttivo lo reputi necessario e ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata il Collegio dei Sindaci revisori o almeno un quinto dei soci aventi diritto di voto. L’Assemblea dovrà aver luogo entro 20 giorni dalla data in cui è richiesta.

 

Gli organismi dirigenti

 

Articolo 20

Il Consiglio direttivo è eletto dall’Assemblea dei soci e dura in carica 3 anni. È composto da cinque membri. Tutti i Consiglieri sono rieleggibili.

 

Articolo 21

Il Consiglio direttivo può delegare parte dei propri poteri a uno dei suoi componenti e nell’ambito delle proprie funzioni può avvalersi, per compiti operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché dell’attività volontaria di cittadini non soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi.

 

Articolo 22

Il Consiglio direttivo elegge al suo interno:

–             il Presidente, che ha la rappresentanza legale del Comitato, ed è il responsabile di ogni attività dello stesso. Convoca e presiede il Consiglio;

–             il Vice Presidente, che coadiuva il Presidente e, in caso di impedimento di questi, ne assume le mansioni;

–             il Segretario, che cura ogni aspetto amministrativo del Comitato; redige i verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il Presidente; presiede il Consiglio in assenza del Presidente e del Vice Presidente.

Il Consiglio può inoltre distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a specifiche esigenze legate alle attività del Comitato.

 

Articolo 23

Compiti del Consiglio direttivo sono:

–             eseguire le delibere dell’Assemblea;

–             formulare i programmi di attività sociale;

–             predisporre i bilanci preventivi e consuntivi;

–             deliberare circa l’ammissione dei soci;

–             stipulare tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione e i contratti inerenti le attività sociali;

–             curare la gestione di tutti i beni mobili e immobili di proprietà del Comitato o a lui affidati;

–             decidere le modalità di partecipazione del Comitato alle attività organizzate da altre Associazioni o Enti, e viceversa, se compatibili con i principi ispiratori del seguente statuto;

Inoltre al Consiglio direttivo è attribuito il potere dell’ordinaria e straordinaria amministrazione e può delegare tali poteri a uno o più componenti dello stesso.

 

Articolo 24

Il Consiglio direttivo si riunisce di norma una volta al mese, in un giorno prestabilito senza necessità di ulteriore avviso, e straordinariamente quando ne facciano richiesta almeno tre Consiglieri, o su convocazione del Presidente. Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei Consiglieri e le delibere sono approvate a maggioranza assoluta di voti dei presenti. Le votazioni normalmente sono palesi e possono essere a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto da un solo Consigliere: a parità di voti conta il voto del Presidente.

 

Articolo 25

I Consiglieri sono tenuti a partecipare a tutte le riunioni. Il Consigliere, che ingiustificatamente non si presenti a tre riunioni consecutive decade. La quota massima di sostituzione è fissata in un terzo dei componenti originari; dopo tale soglia, il Consiglio direttivo decade. Il Consiglio direttivo può dimettersi quando ciò sia deliberato dai due terzi dei Consiglieri. Il Consiglio decaduto o dimissionato è tenuto a convocare l’Assemblea indicendo nuove elezioni entro 15 giorni.

 

Articolo 26

Il Collegio dei probiviri o dei garanti è composto da tre membri o comunque da un numero dispari di componenti diversi da uno. È chiamato a giudicare su eventuali divergenze o questioni nate all’interno del Comitato, sulle violazioni dello statuto e del regolamento, sull’inosservanza delle delibere. Può deliberare l’espulsione dei soci deferiti al Collegio, ai sensi dell’art. 9. Il Collegio decide a maggioranza assoluta dei suoi membri, riunendosi ogni qualvolta le condizioni lo rendano necessario.

 

Articolo 27

Il Collegio dei Sindaci revisori è composto da tre membri. Ha il compito di controllare tutte le attività amministrative e finanziarie del Circolo, nonché di verificare l’attuazione delle delibere del Consiglio direttivo. Relaziona al Consiglio direttivo e all’Assemblea. Si riunisce ordinariamente tre volte all’anno e straordinariamente ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata uno dei suoi membri o il Consiglio direttivo.

 

Articolo 28

I Sindaci e i membri del Collegio dei garanti hanno diritto di assistere alle sedute del Consiglio direttivo, con voto consultivo.

 

Articolo 29

Le cariche di consigliere, Sindaco revisore e membro del Collegio dei garanti sono incompatibili tra di loro.

 

Scioglimento del comitato

 

Articolo 30

La decisione motivata di scioglimento del Comitato deve essere presa da almeno i quattro quinti dei soci aventi diritto al voto, in un’Assemblea valida alla presenza della maggioranza assoluta dei medesimi. L’Assemblea stessa decide sulla devoluzione del patrimonio residuo, dedotte le eventuali passività, per uno o più scopi stabiliti dal presente statuto, e comunque per scopi di utilità generale procedendo alla nomina di uno o più liquidatori all’uopo incaricati.

 

Disposizioni finali

 

Articolo 31

Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto o dal regolamento interno, valgono le norme del codice civile e delle leggi vigenti in materia.