IL COMPASSO DI D’ALFONSO E’ IMMAGINIFICO

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NUOVE STORPIATURE CHE REGGONO NUOVI PROGETTI SENZA GEOMETRIA

8 LUGLIO 2016 – “L’asse attrezzato dovrebbe allungare la sua capacità di servizio fino a Scafa che rappresenta il “focus” di quel compasso immaginifico che copre una zona strategica della val Pescara“.

Questo ha detto Luciano D’Alfonso, presidente della giunta regionale abruzzese.

Ora tutto potrà essere un compasso tranne che immaginifico; un compasso, proprio perchè tale, non supererà mai le dimensioni della geometria. Il compasso sta in molti stemmi, anche nobiliari, e in alcuni sovrasta o è sovrastato dal motto “Nello usar de la lingua aggi mensura”. Ma D’Alfonso, da qualche anno a questa parte, nello usar de la lingua non ha mensura e sfoggia sostantivi e, soprattutto, aggettivazioni che lo rendono imaginifico, senza compasso. Lui è quello che il Devoto, insieme all’Olj, aveva in mente quando nel proprio dizionario della lingua italiana, alla voce “imaginifico (o immaginifico)” ha fatto seguire: “Abile creatore o suscitatore di immagini; epiteto del poeta D’Annunzio“. Il compasso per definizione non può essere immaginifico; anzi è proprio prosaico, tanto che la massoneria l’ha preso come attrezzo.

Forse D’Alfonso voleva dire “immaginario”. Ma che tristezza parlare senza esagerazioni, avrà pensato il Nostro, che si è allineato alle iperboli di Renzi e le ha ingigantite, pensando di poter puntare sulle proprie origini mezze pescaresi. Si sarà sentito illuminato dal Vate ed ha preso il compasso fino all’asse attrezzato ed oltre; chissà che, risalendo il Pescara, questo compasso immaginario non piazzi una delle due punte proprio a Bussi Officine, dove c’è tanto da fare per un cementificio e, come si fa in Disegno, piazzata questa punta non giri l’attrezzo fino a Collarmele perchè c’è tanto da fare sull’autostrada A25…