IL GIOVANE GUERRIERO CHE AVEVA RIPOSTO LE ARMI

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RICORDATO IL PATRIOTA DELLA MAJELLA ENNIO PANTALEO NEI SUOI FUNERALI

7 MAGGIO 2022 – La guerra era entrata non solo nelle case; era entrata soprattutto nei cuori. Ennio Pantaleo (il primo a destra durante la celebrazione del 25 aprile dopo il terremoto a Onna, insieme al partigiano Grossi e al… partigiano Berlusconi) a quattordici anni, per la morte del padre, aveva cominciato a odiare e desiderava unirsi ai combattenti per la libertà e per vincere con le armi l’ingiustizia portata dalle armi. Non si è mai troppo giovani per rispondere all’antico comandamento di popoli guerrieri. Sebbene i suoi quattordici anni gli impedissero di far parte dei patrioti della Majella, alla “Brigata Majella” entrò lo stesso: disse semplicemente che ne aveva di più.

Pantaleo non ha raccontato di aver ucciso un tedesco e probabilmente non lo avrà ucciso. Ma ha voluto confessarsi, in età matura, per questo desiderio di vendetta. Le montagne e le marce nella clandestinità lo hanno confermato nella sua scelta di piccolo guerriero. Il percorso successivo lo ha indotto a pensare che quella non era la strada giusta.

Così ha sintetizzato una vita lunga 92 anni, nell’omelia nella Chiesa del Crocifisso, don Maurizio Nannarone, che all’esaltazione delle armi, quando sono trascorsi quasi ottant’anni dall’ultimo flagello mondiale e se ne prepara un altro, ha frapposto i motivi della pace. Anche e più significativamente ricordando un piccolo guerriero.