IL PERMESSO A CONSULTARE IL FASCICOLO COGESA PUO’ ESSERE L’INIZIO DI UNA SVOLTA NELLA TUTELA DEI DIRITTI

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LA GIUDICE PINACCHIO FIRMA IMMEDIATAMENTE LA RICHIESTA DI UNA CONSIGLIERA COMUNALE MENTRE IL SINDACO PARLA DI “IMMISSIONI ODORIGENE” E SCRIVE ORAZIONI FUNEBRII NODI CHE DEVE SCIOGLIERE BIONDI, SINDACO DEL CAPOLUOGO DI REGIONE PESSIMO “RICICLONE”

15 GENNAIO 2023 – La consigliera comunale, avv. Teresa Nannarone, ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale Penale di Sulmona l’autorizzazione a visionare il fascicolo sul presunto danno ambientale causato dalla Cogesa Spa al territorio (il dibattimento avrà inizio il 26 gennaio davanti alla giudice Francesca Pinacchio) e il Comune di Sulmona indugia ancora nel costituirsi parte civile.

Il primo sguardo sul fascicolo servirà ad inquadrare la vicenda, che non è la sola di rilievo penale a coinvolgere questa società diventata strumento di politiche disinvolte e forse anche criminali. Le “immissioni odorigene”, come tartufescamente vengono definite le puzze insopportabili che promanano dalla discarica di Noce Mattei possono essere il punto di arrivo di progressivi adattamenti verso il basso della vigilanza, del contenimento dei rifiuti indifferenziati, dell’applicazione di rimedi per far fronte al crescente fabbisogno di denaro dopo le assunzioni sproporzionate rispetto alle esigenze del servizio.
Ho ritenuto mio dovere effettuare tale richiesta – afferma l’avv. Nannarone in un comunicato diffuso alla stampa – non solo per capire cosa sia accaduto esattamente negli anni dei fatti in contestazione, 2019 – 2020, ma anche se chi di dovere abbia posto un qualche rimedio negli anni successivi. Non credo.
Il diritto principale che tutti dovrebbero tenere ben presente, e quindi difendere, quando si parla di rifiuti è
quello alla salute dei cittadini che vivono nei territori su cui insiste la discarica, diritto che rischia per ciò
stesso di essere seriamente compromesso. E poi pretendere legalità, trasparenza e prevenzione delle
infiltrazioni della criminalità che, come tutti sanno, fa dei rifiuti uno dei suoi business più importanti, infine
un servizio efficiente
“.

La coltivazione del cavillo al posto della tutela dei diritti
La consigliera che si accinge a sfogliare il corposo fascicolo, che Gianfranco Di Piero evita accuratamente di leggere, porta la discussione sul piano dei diritti ed esamina anche la posizione dei sindaci che qualche giorno fa hanno ritenuto irrituale la nomina del dott. Geraldini: “Quindi la “battaglia” sul Cogesa, per chi ritiene che su certi temi si debba essere “irriducibili”, deve essere vista anche come una battaglia di diritti. Stupisce non poco perciò che molti Comuni che finora hanno fatti sì che anche le regole più elementari in
tema di società pubbliche venissero scientemente ignorati, fanno ora del cavillo un vessillo.
Vero è invece che proprio Franco Gerardini interpreta meglio di chiunque altro in Abruzzo colui che ha
saputo e sa, in materia di ambiente e rifiuti, cercare e trovare soluzioni che non spostino mai l’asse in
favore di interessi personali a danno dell’interesse pubblico.
È chiaro che a chi ha utilizzato il Cogesa come l’albero della cuccagna attraverso il quale esercitare il
ricatto elettorale, inventare consulenze e distribuire soldi pubblici, per questo lontano dalla cultura della
legalità e della competenza, un amministratore unico pro tempore che ha già deciso di scegliere il prossimo amministratore attraverso un bando per titoli e non per connivenze, appare un marziano, ma è bene che se ne faccia una ragione
“.

Lo studio della posizione di Biondi…
Tra costoro – prosegue Nannarone – non annovero il Sindaco Biondi, il quale credo non sia consapevole del coacervo di imbrogli e di intrighi che hanno quasi affossato la società, ma certamente è consapevole che è l’immondizia della sua città, a cui ci siamo tutti stretti nel 2009, a puzzare più delle altre, perché ne è di più e perché è indifferenziata.

...della discarica aquilana…
Ed è a questo che il sindaco Biondi deve trovare una soluzione: la città a cui sono state destinate risorse
considerevolissime dopo il terremoto, assurta a modello europeo, non può non avviare immediatamente
un percorso civile quale la raccolta differenziata dei rifiuti e una discarica propria. E’ tempo. E soprattutto
L’Aquila ha mezzi e risorse per iniziare un percorso serio smettendo di considerare Sulmona una discarica
anche da un punto di vista sociale.
Diversamente Biondi contribuirà a scrivere una brutta pagina di storia politica.

…e la mappa dei campanili

Mi auguro invece che proprio lui, deposte le armi strumentali del campanilismo che non c’è (i cancerogeni nelle nostre falde acquifere invece sì che ci sono), si confronti con il Sindaco di Sulmona che può fargli l’elenco delle “leggerezze” commesse dai vertici della società negli ultimi cinque anni in favore di alcuni personaggi di sinistra, di destra e “cinici” dai quali bene farebbe a prendere le distanze perché pur sempre Sindaco della Città Capoluogo di Regione“.
La gran cassa per le campagne elettorali

Questa amministrazione – è l’affondo di Nannarone – ha l’ambizione chiara di invertire la rotta rispetto al passato e di risolvere i problemi dei cittadini e del territorio tenendo ben a mente che lo scempio che è stato fatto accogliendo senza il rispetto delle regole i rifiuti aquilani, serviva a fare “cassa” in previsione di candidature e campagne elettorali” (e qui Di Piero, andando senz’auto e senza patente in tribunale perchè sta appena dopo il Ponte Capograssi, potrebbe recuperare in immagine se, invece di parlare di “immissioni odorigene” e puntualizzare che il contratto con gli aquilani non è scaduto perchè si trova nella… “moratoria”, presentasse una denuncia, sospendendo per un po’ l’impegno nella stesura delle orazioni funebri).

Quindi la soluzione non potrà che essere esclusivamente Politica, e non potrà fare a meno della
competenza e della serietà di Franco Gerardini che voglio perciò sperare che resterà al suo posto anche con
il consenso del Sindaco dell’Aquila, soprattutto quando si renderà conto che alcuni tra coloro che
brandiscono l’arma del “parere legale” finora la legalità l’hanno praticata al contrario, a danno
dell’ambiente, della salute dei cittadini e della stessa società che vorrebbero continuare a spremere a
proprio uso e consumo
” conclude l’avv. Nannarone, che un paio di anni fa, per aver sollevato gravi perplessità circa la partecipazione di uno della ‘ndrangheta, condannato per omicidio, ad una cooperativa che aveva la guardiania del Comune, fu prosciolta dal giudice Billi dal reato di diffamazione e nell’aprile scorso ottenne archiviazione dalla giudice De Marco del processo intentato, pure per diffamazione, dall’ex amministratore unico del Cogesa, Vincenzo Margiotta per un comunicato del PD sulla gestione del Cogesa. Quindi Di Piero potrebbe tirare un sospiro di sollievo: se si dice la verità, anche aspra e con termini non concilianti, i giudici assolvono.

Nella foto del titolo: Teresa Nannarone parla al cellulare: alle sue spalle lavora il Cogesa.

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