16 NOVEMBRE 2012 – Assomiglia ad un evento rinascimentale l’allestimento di opere tratte da Ovidio che Pescara offre fino al 28 dicembre: è la “Ovidio’s Parade”, che consente a Anouska Brodacz di narrare il mito di Orfeo ed Euridice.
Quello che avvicina le rappresentazioni del “Gruppo Alhena” ai banchetti rinascimentali (epoca nella quale il Sulmonese ha raggiunto tutti gli angoli del mondo colto) è proprio il “luogo”, cioè un composito accostamento di stanze (in tutto un paio o tre appartamenti) invece del palcoscenico.
Il quarto appuntamento della rassegna Ovidio’S Parade ci parla della storia di Orfeo ed Euridice. Più che della storia completa si parla del loro amore e della doppia perdita dell’amata sposa.
Orfeo, figlio del re tracio Eagro e della musa Calliope era il più famoso poeta e musicista mai esistito. Il suo amore per Euridice, sua sposa, era immenso. Euridice morì morsa da un serpente : ma Orfeo coraggiosamente discese nel Tartaro con la speranza di ricondurla sulla terra. La sua musica e la sua preghiera commossero Ade tanto da indurlo a restituire Euridice al mondo dei vivi. Ade pose una sola condizione: che Orfeo non si guardasse alle spalle finchè Euridice non fosse giunta alla luce del sole. Ma appena sorse la luce del sole dall’oscura voragine, Orfeo si volse per vedere se Euridice era con lui e così la perdette una seconda volta e per sempre.
Qui il racconto di Ovidio che Anouscka Brodacz narra, mettendo in scena la tormentata storia d’amore dei due personaggi.
L’architettura della casa ospitante ispira ogni volta una drammaturgia diversa. Ci sono stati episodi che si sono svolti interamente in un unico ambiente, altri in cui il pubblico ha seguito le diverse installazioni stanza dopo stanza. Anche lo stile varia a seconda dell’ambiente spaziale : drammatico, estetico, pop (come Leda a dicembre).
In questo caso la lettura registica è di tipo più classico, elegante, da camera.
Orfeo, interpretato dal maestro Stefano Taglietti, diventa dunque un musicista che suona al piano il suo amore per Euridice e il dolore per la perdita della donna amata.
Euridice, interpretata dalla danzatrice Ilaria Sacchetta, danza la sua passione prima e il doppio distacco dall’uomo amato poi.
E’ la storia di un amore unico, fedele e immortale.
Scrive Ovidio:
Ed Ella, morendo per la seconda volta, non si lamentò; e di che cosa avrebbe infatti dovuto
lagnarsi se non d’essere troppo amata? Porse al marito l’estremo addio, che Orfeo a stento
riuscì ad afferrare, e ripiombò di nuovo nel luogo donde s’era mossa”
E’ la storia del dolore, quasi della follia, per la separazione inaspettata: prima per la morte improvvisa della giovane moglie e poi per la perdita definitiva nel regno dei morti.
E’ la storia della potenza dell’Arte, della Musica, che riesce a commuovere Ade e Proserpina. Musica che divenne l’unico conforto per la disperazione, dopo che Orfeo ebbe vagato per mesi attraverso boschi e praterie.
Stefano Taglietti, musicista e compositore di fama internazionale, è reduce dal progetto di architettura sonora “The voice of the place” nuova composizione per nastro magnetico creata per la Biennale Musica di Venezia, 56a edizione (6-13 ottobre)
Ilaria Sacchetta, danzatrice e coreografa pescarese, fresca di nomina come docente di Danza Contemporanea presso il Liceo Artistico/ Coreutico di Pescara.






