Il treno sta partendo, ma non è ancora partito

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Treno_alla_stazione2 GIUGNO 2012 – Ad annunciare che i treni sulla Roma-Pescara non si fermeranno più lungo le salite ripide ieri non c’era solo l’assessore regionale avv. Giandonato Morra. Si farebbe un torto a non citare anche gli altri che hanno preso questo solenne impegno alle soglie del terzo millennio: la dirigente regionale dei Trasporti, Carla Mannetti, il direttore regionale di

“Trenitalia Abruzzo”, Cesare Augusto Spedicato, l’assessore ai trasporti del Lazio, Francesco Lollobrigida e il direttore Trenitalia Lazio, Aniello Semplice. A dispetto del cognome di quest’ultimo, l’impegno è piuttosto complesso e pare che per arrivare al risultato di non far scendere i passeggeri in salita a spingere abbiano concorso vari escamotage che ai semplici degli anni passati erano sfuggiti: per esempio eliminare le fermate intermedie.

Stazione_ferroviaria_di_SulmonaGiusto: così si avvicina il treno all’aereo, che parte da un punto e arriva ad un altro e le popolazioni che stanno nelle terre di mezzo stanno a guardare.

Alla rettificazione della linea i semplici e i complicati non hanno neppure fatto un cenno: di mettere mano ad una linea ferroviaria adatta al tempo di internet non hanno neanche la più remota intenzione. Seguire l’esempio di Silvio Spaventa, mitico ministro dei lavori pubblici della Destra del 1873, più che spaventarli, li atterrisce; o forse li lascia soltanto indifferenti. Se si incomincia a scavare una galleria ad Anversa per farla sbucare vicino Pescina e ridurre di mezz’ora secca il percorso da Sulmona a Roma (lasciando a piedi solo orsi e lupi e non gli utenti) i voti li prenderanno tra dieci o quindici anni altri politici, diversi da Morra e Lollobrigida.

Perciò, quando si parla di progetti per un collegamento veloce tra Adriatico e Tirreno, si può solo riprendere quello che canta Francesco De Gregori: “…e il treno sta partendo, ma non è ancora partito…”.