La Consulta salva solo il tribunale di Urbino

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PERSE LE SPERANZE, ORA SI PENSI A PASSARE IN PROVINCIA DI PESCARA

3 LUGLIO 2013 – E’ salvo solo il tribunale di Urbino, tra quelli per i quali è stata proposta eccezione di costituzionalità.

La Consulta ha deciso: sono state dichiarate non fondate le “questioni” riguardanti Pinerolo, Alba, Sala Consilina, Montepulciano e Sulmona. La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del decreto legislativo n. 155 del 2012, limitatamente alla disposta soppressione del Tribunale di Urbino ed ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Regione Friuli Venezia-Giulia con il ricorso n. 179 del 2012.

Da settembre dovrebbero quindi chiudere circa trenta tribunali in tutta Italia. Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto avranno un’agonia di ulteriori due anni, perchè L’Aquila e Chieti, che assorbiranno i rispettivi uffici, non dispongono attualmente di locali idonei a causa del terremoto del 2009.

Il compito era arduo e le battaglie si misurano spesso secondo parametri etici, al di là della prossimità del risultato, al di là della percorribilità dei sentieri. Il fatto, poi, che uno solo dei tribunali, Urbino, abbia raggiunto la mèta dimostra che il mezzo non era del tutto inidoneo o fantasioso. Leggeremo, ma solo per una curiosità, le motivazioni che hanno convinto la Consulta per Urbino e gli argomenti che hanno portato alla condanna di tutti gli altri tribunali.

Fatta questa precisazione, non ci spostiamo di un millimetro rispetto a quanto sostenuto dall’inizio: con questa classe politica, con parlamentari come Legnini, Pelino, Pezzopane (ma vorremmo estendere la nostra indignazione anche a quelli che sono talmente pulci da non meritare neppure di essere ricordati) il territorio del centro-Abruzzo subirà sempre spoliazioni senza poter neppure reagire. L’aspetto eclatante in questo bilancio è che, se inseriti in liste di candidati, costoro continueranno ad essere ancora eletti. Né si dimentichi che sabato mattina i pochi presenti all’assemblea indetta dal sindaco a Palazzo San Francesco hanno applaudito sia Pelino che Legnini. Occorre realisticamente considerare, a questo punto, che la salvezza del tribunale di Sulmona non è tra le priorità della pubblica opinione. E magari occorre recuperare il tempo perso per stare dietro a questi parlamentari: per esempio cercando seriamente di condurre una battaglia perchè il tribunale di Sulmona sia accorpato a quello di Pescara, magari sperando che la stessa città transiti alla provincia di Pescara. Si riconosca che le promesse di costoro non salveranno mai le istituzioni di Sulmona e si abbia il coraggio di cambiare strategia, fin quando non sarà troppo tardi per il futuro stesso della città.