LA FESTA DI OVIDIO LA FA IL VASCHIONE

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NEANCHE UN PEZZO(DI)PANE PER IL BIMILLENARIO E SALTA PURE IL PROGRAMMA DEL COMUNE. MA IL 20 AGOSTO I MITI DELLE METAMORFOSI TORNANO A SULMONA

7 LUGLIO 2016 – Non si muove foglia per le celebrazioni del Bimillenario di Publio Ovidio Nasone.

Comune, sodalizi più o meno accreditabili, soloni universitari: tutti sono in attesa dei finanziamenti. Sembra che il Bimillenario non possa trascorrere se non… anticipato da un foraggiamento: sembra di essere all’esatto antipode della cultura, che è occasione di parlare, anche di celebrare, comunque di esercitare la memoria (letteraria, storica, emozionale) di un avvenimento drammatico per la storia della letteratura mondiale: l’ultimo respiro, dalla relegazione del Ponte Eusino, di un grande poeta del contro-potere, ispiratore di altri grandi letterati. Dopo la bocciatura della proposta di legge della sen. Stefania Pezzopane, ora è arrivato il “no” del Ministero della Cultura al programma articolato con una decisione del Commissario al Comune, Guetta.

Siccome, come si dice tra venditori di cammelli, prima bisogna mostrare il denaro, poi si può vedere il cammello, tutte le “grandi produzioni” di eventi pubblici hanno chiuso le persiane e vanno in depressione al solo pensiero che il Bimillenario di Ovidio possa non ungere i meccanismi delle celebrazioni. E adesso assistiamo alla sequela di comunicati tesi a condannare le ingrate risposte di chi, diamine, i soldi doveva metterli a disposizione a prescindere dalla qualità dei programmi., forse magari solo per gli apparentamenti politici e personali.

Ma un Bimillenario Ovidio lo avrà; e comincerà subito. Il 20 agosto i temi del Vate saranno l’anima dello spettacolo “Tempeste”, allestito dal “Teatro Natura” di Sista Bramini, del quale già abbiamo scritto molte volte su questo sito, perché è l’unica compagnia ad aver privilegiato le opere di Ovidio pur non essendo legata al territorio e, anzi, è impegnata in allestimenti in tutta Europa, dai “Miti d’acqua” ai “Miti di stelle”.

L’organizzazione è proprio del “Vaschione”, che per questa e per altre iniziative non ha chiesto soldi a nessuno, men che meno ha subordinato l’accensione delle simboliche luci del Bimillenario ai finanziamenti pubblici.