La Fontana del Vecchio tra le Ande e l’Oceano

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IMPENNATA DI VISITE DAL CILE PER “IL VASCHIONE”

16 FEBBRAIO 2018 – “Il Vaschione” sfonda in Cile e il rilevatore di contatti indica le molte visite dall’affascinante lingua di terra compressa tra le Ande e il mare, teatro della coraggiosa protesta dei camionisti che nel 1973 insorsero contro la negazione delle libertà da parte di quello che era diventato il regime di Salvator Allende; da Valparaiso partì la rivolta degli autotrasportatori e il governo socialista, che si insediò per la grave frattura tra la destra di Alexandri e i democristiani di Frej, interruppe anche le trasmissioni di radio private. Questo ovviamente non fu riportato dalle vestali che si scandalizzarono, anche in Italia, per il colpo di Stato di Pinochet e finsero di ignorare quello che contro la democrazia era stato abbondantemente osato e praticato. Il generale fece il resto e cantò il “De profundiis” per la antica democrazia cilena, che aveva il parlamento più antico di quello di molte altre nazioni (dell’Italia, per esempio).

Il Cile ha mandato a casa Pinochet con il sistema delle urne, cosa impensabile per molte parti del mondo, compresa l’unica nazione che si dichiara ancora comunista, come la Cina, caposcuola delle esecuzioni di pene capitali che non intimidiscono, né scompongono gli stessi governi che mandarono in miseria la popolazione cilena con i molti embarghi, conservandola allo sfruttamento americano delle risorse di rame.

Ora il Cile è il Paese nel quale terremoti del settimo grado Richter non fanno vittime; qualcosa vorrà dire, nel giudizio complessivo su un popolo.

Per questo chi ci legge dalla terra più… lunga del pianeta ci corrobora. E il merito è certamente di quello che scriviamo su Publio Ovidio Nasone, mica di Franco Iezzi o Andrea Gerosolimo…