FIERA DELLE SOLUZIONI PER I TRIBUNALI ABRUZZESI – C’E’ SOLO L’IMBARAZZO DELLA SCELTA (MA POI A ROMA GLI STESSI PARTITI BOCCIANO TUTTI GLI EMENDAMENTI)
27 DICEMBRE 2021 – Le disposizioni contro gli assembramenti hanno steso un velo pietoso sulla ennesima riunione per la proroga dei tribunali non aventi sede nei capoluoghi provinciali in Abruzzo. Non si è notato, nella striminzita aula di udienza che dei 190 avvocati iscritti all’Ordine hanno tentato di partecipare una ventina. Si sono notati i politici appartenenti ai partiti che hanno voluto e vogliono la soppressione dei “tribunali minori”, tutti impegnati in funamboliche prese di distanza da quello che fanno i colleghi in aula e in commissione pur di non far passare la quarta (o quinta?) proroga della legge del 2011 recante la soppressione di questo tipo di tribunali. Si sono prodotti nel triplo salto mortale carpiato con avvitamento per agganciare la proposta di proroga alla legge di bilancio o, “male che va” al decreto milleproroghe e, perché no, alla ricostruzione post sisma che si porta su tutto.
“Venghino signori” è esortazione non usata perché in conflitto con le norme anti-pandemia, ma l’accozzaglia di rimedi che ciascuno ha portato ha confermato la maggioranza degli avvocati nel tenersi distanti da questa fiera del paradossale (parlamentari che a Sulmona dicono una cosa e che a Roma sottostanno senza fiatare ai progetti del Governo “dei migliori” pur di partecipare alla ripartizione dei fondi del PNRR) e a programmare gli affitti o gli acquisti di appartamenti zona Palazzo di Giustizia a L’Aquila per dare una risposta seria ai propri clienti dal 13 settembre p.v.






