IL SISTEMA DELLE COOPERATIVE DI CREDITO E’ IN CRESCITA PUR NELLA CRISI GENERALE
14 GIUGNO 2014 – Nell’analisi ricca di elementi di seria perplessità sull’andamento dell’economia abruzzese, la Banca d’Italia dell’Aquila (nella foto del titolo la sede all’angolo di Piazza Duomo), diretta da Luigi Bettoni e che è poi quella effettivamente rimasta in tutta la Regione, ha tracciato un bilancio nel complesso positivo della attuale fase di presenza delle Banca di credito cooperativo, che ricomprende in quelle “banche locali” che “sono piccoli intermediari specializzati nell’erogazione di prestiti a famiglie e a imprese, in particolare di piccole dimensioni, che operano in un’area territoriale circoscritta”.
Le Bcc “in regione rivestono un ruolo significativo nel finanziamento all’economia. Nella lunga fase di rallentamento del credito che si è associata alla crisi economico-finanziaria, anche i prestiti delle banche locali e, tra queste, delle BCC, hanno progressivamente decelerato. La dinamica del credito di queste ultime è comunque rimasta per lo più superiore a quella delle banche non locali durante tutto il periodo della crisi economico-finanziaria. Il protrarsi della congiuntura sfavorevole, con una seconda accelerazione a partire dall’estate del 2011, ha comportato un aumento della rischiosità degli impieghi che, per le BCC, è stato di entità meno pronunciata rispetto a quello dalle altre banche. La struttura. – Alla fine del 2013 erano presenti con propri sportelli in Abruzzo 19 banche locali; di queste, 8 erano BCC con sede amministrativa in regione. Alle BCC abruzzesi facevano capo 62 sportelli (50 nel 2007), pari al 9,6 per cento del totale regionale, una quota in linea con il dato del Mezzogiorno ma inferiore alla media nazionale (9,5 e 14,0 per cento, rispettivamente). La quota di sportelli detenuta dalle BCC era più elevata (12,7 per cento) nei comuni della regione definibili come minori o rurali (comuni con meno di 5.000 abitanti).
“Nel periodo compreso tra il 2007 e il 2013, il numero di BCC con sede nella regione è rimasto invariato, mentre la dimensione media è significativamente cresciuta: il volume medio dei fondi intermediati è passato da 220 a 349 milioni di euro, un ammontare superiore rispetto alla media delle BCC del Mezzogiorno (269 milioni di euro) e non distante dal dato nazionale (384 milioni). L’espansione dell’attività è stata accompagnata dallo sviluppo della capacità di attrarre risparmio e di perseguire forme stabili di raccolta. Nel 2013 le BCC abruzzesi detenevano una quota dei depositi dei residenti pari al 15,5 per cento nei comuni con meno di 5.000 abitanti (12,6 nel 2007) e al 9,1 per cento nei restanti comuni della regione (7,8 per cento nel 2007). I prestiti a imprese e famiglie. – Durante il periodo di crisi, in un contesto di progressivo rallentamento del credito, i prestiti erogati dalle BCC alle imprese abruzzesi hanno registrato ritmi di crescita generalmente superiori rispetto a quelli delle altre banche (fig. 3.8a). In linea con la dinamica osservata per il complesso delle banche locali, il credito erogato dalle BCC alle famiglie ha mostrato una dinamica superiore nel confronto con quello delle altre banche nel periodo immediatamente successivo alla prima fase della crisi (fig. 3.8b). Alla fine del 2013 le BCC detenevano una quota di mercato pari all’8,4 per cento del totale del credito a imprese e famiglie abruzzesi, un valore inferiore al dato nazionale (9,6 per cento) ma più elevato rispetto al Mezzogiorno (5,2 per cento) e superiore di 1,4 punti percentuali rispetto al periodo pre-crisi. Nei confronti delle piccole 41 imprese, loro clientela di elezione, tale quota risultava più elevata (14,8 per cento) e anch’essa in crescita rispetto al 2007 (12,4 per cento).
“Nel periodo considerato, le BCC hanno esteso la loro operatività anche verso le imprese di dimensioni più grandi, portando la loro quota dal 3,7 al 5,6 per cento; è invece rimasta sostanzialmente stabile la quota dei prestiti alle famiglie (9,1 per cento nel 2013)”.






