NON SONO BASTATI SAN COSIMO E SANTA BRIGIDA PER ILLUMINARE POLITICI E PROGETTISTI
Per molti anni non si è detto più niente sulla questione dello svincolo autostradale nella Conca di Sulmona; troppo si era detto fino alla apertura del casello di Capo Croce a Pratola Peligna, con le sedute straordinarie del consiglio comunale,
gli scioperi dei commercianti, i deliberati regionali, le risoluzioni dei partiti. Di recente il Sindaco di Sulmona, Fabio Federico, ha accennato, su queste colonne, al problema delle difficoltà di collegamento tra la città e il casello. Ora afferma esplicitamente che le cose così come stanno non possono durare: “Occorre prendere atto che “Lo sviluppo di un territorio non può prescindere da adeguate infrastrutture”. E’ l’art. 1, comma 1, del “manuale della corretta amministrazione e dello sviluppo dei territori del pianeta terra”. L’industria, in turismo, l’artigianato nell’ano 2010 non possono trovare una forma di sviluppo se non adeguatamente dotati di un tessuto infrastrutturale almeno paragonabile ai territori competitori. Ebbene, non tutti si sono accorti che nell’anno 2010 Sulmona, di fatto, non ha una autostrada”.
– E il casello attuale ?
“E’ vero: c’è. Ma per raggiungerlo è necessario infilarsi in una specie di budello, un paio di svincoli acrobatici e, salvo file e rallentamenti, affrontare un dislivello da Mortirolo, sufficiente, di per sé, a scoraggiare un’industria che necessita di trasporti pesanti, così come un qualsiasi turista già dissuaso da una segnaletica da settimana enigmistica”.
– Si poteva fare meglio, allora
“L’iniziale disegno, risalente ormai al paleozoico della 1° Repubblica nella quale qualcuno rubava, ma qualcun altro ragionava, prevedeva il congiungimento della attuale “4 corsie”, definita cartograficamente “autostrada”, all’autostrada, quella vera, attraverso un viadotto tra Santa Brigida e l’attuale casello, ovvero ad un altro casello a sud di San Cosimo. I due Santi, tuttavia, non furono sufficientemente forieri di miracoli dal dissuadere i potenti ambientalisti dell’epoca ed i tenaci cugini pratolani dal bloccare l’opera a metà. Tanto che sempre nel 2010 ci ritroviamo ad est di Sulmona un mozzicone di autostrada più simile ad un contentino per cerebrolesi che ad un’opera realmente utile.”
– Quali sono le conseguenze ?
“L’industria è andata via, il turismo non decolla, l’artigianato annaspa e di autostrada non parla più nessuno. Nessuno, salvo il sottoscritto che in più di un’occasione si è recato dal Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli a rappresentare, insieme alla paradossale situazione della linea ferroviaria Pescara-Roma, la altrettanto paradossale situazione stradale ed a consegnare contestualmente bozze di progetti. L’incontro deve essere stato utile, se ha innescato alcuni altri contatti, uno in particolare con il direttore regionale per l’Abruzzo e il Molise dell’ANAS, dott. Miele, per discutere della problematica”.
– Ma i soldi ci sono?
“Ci sarebbero circa 200 milioni di euro da investire tra la statale 16 e la statale 17 (la nostra) e si potrebbe realizzare l’opera di completamento di pochi chilometri, con un investimento inferiore ai 10 milioni. Insomma, il collegamento con il nucleo di sviluppo (oggi industriale, domani chissà), con i parchi d’Abruzzo e con l’asse Nord-Sud per Napoli, oggi, sempre nel 2010, non è più procrastinabile, né, tanto meno, subordinabile alle paturnie di chicchessia”
– Quali sono le possibilità di successo?
“Mi sento ottimista: dal centro-Abruzzo comatoso un sindaco fiducioso, se servono le immagini a descrivere la attuale fase”.






