Ma con una lettera chiusa si poteva ottenere di più

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Cassetta per le lettereL’INVITO DI GEROSOLIMO A D’ALFONSO PER CONSIDERARE IL CENTRO-ABRUZZO

I SETTEMBRE 2014 – Il consigliere regionale Andrea Gerosolimo ha inviato una lettera aperta al presidente della giunta, Luciano D’Alfonso.

Dalle colonne de “Il Centro” chiede una diversa progettualità per il centro-Abruzzo e sottolinea la condizioni di estrema crisi nelle quali versa il comprensorio.

Una lettera aperta può essere interpretata in molti modi: se viene da un consigliere di minoranza rappresenta un aperto contrasto, ma può contenere qualche suggerimento sincero, nell’interesse superiore della collettività da amministrare. Se viene da un consigliere di maggioranza difficilmente può assumere il secondo significato, visto che basta connettersi con il cellulare o, ancor meno, mandare un sms, per ricordare le cose da fare.

In linea di massima, le riunioni di giunta sono il naturale punto di approdo delle idee, che peraltro D’Alfonso attende da tutti, come ha detto più volte. Scrivere una lettera aperta al governatore quando questi ha già detto di mandargli in modo informale tutti i suggerimenti può significare che in un certo  momento, ad una certa data, si è tracciato un memorandum. Sembra più una lista a futura memoria perché al termine della legislatura regionale, oppure prima, quando si potranno delineare cenni di crisi, si possa riscontrare l’elenco delle cose da fare e, soprattutto, la data dell’invito a fare qualcosa. Ricevere una lettera tramite le colonne di un quotidiano non è il massimo della gratificazione per un presidente di giunta. Per nessuno, in verità, se ci sono legami di collaborazione. Non ci sembra di ricordare che Franco La Civita, sostenitore tra i più impegnati di Andrea Gerosolimo, abbia mai inviato una lettera aperta a Remo Gaspari, che era il dominus incontrastato della corrente democristiana alla quale si collegava La Civita. Sarebbe stata rispedita al mittente

E questo va detto sul metodo.

Quando al contenuto, Gerosolimo formula inviti a fare. Ma nulla dice su quello che non deve fare, come il collegamento ferroviario da Pescara a L’Aquila tagliando Sulmona (con una deviazione a Pratola che tecnicamente sembra molto ardua, più del completamento della fondovalle Sangro, e che politicamente vuol dire tagliare Sulmona da tutto il flusso di contatti tra le principali città abruzzesi. In questo senso non andava detto a D’Alfonso di fare qualcosa, ma più semplicemente di non fare.

In definitiva, la lettera aperta tramite giornale produrrà più danni che benefici; a meno che il beneficio non sia solo quello di poter dire che due mesi dopo la elezione Gerosolimo ha scritto a D’Alfonso di non dimenticarsi della Valle Peligna. Ma questo poteva scriverlo anche chi non è stato eletto consigliere regionale.