MA DA QUANTE PARTI LA “STRADA DEI PARCHI” PIGLIA PER FARE MANUTENZIONE?

860

Un viadotto tenuto dall’ANAS

INTERROGATIVI SULLA CONVENZIONE CHE D’ALFONSO VOLEVA PROROGARE FINO AL 2060 (COME RENZI CON “BENETTON”) – QUANTA SINISTRA IN QUEL PD…

18 AGOSTO 2018 – La “Strada dei Parchi Spa” sembra intonare la tiritera di “Autostrade per l’Italia” a proposito della eventuale revoca della concessione: costerà vari miliardi. E, quanto alla manutenzione, afferma che sono finiti i soldi e gli interventi lungo la A25 e la A24 sono stati per questo interrotti. Ovviamente, per dare una risposta sul punto dell’obbligo di manutenzione, gli Abruzzesi dovrebbero conoscere la convenzione; ma se qualsiasi utente inserisce la parola “convenzione” sul sito della “Strada dei Parchi”, riesce a leggere tutt’al più la “convenzione per i pendolari” oppure una serie di barbosissime dichiarazioni dell’amministratore delegato Ramadori sui pedaggi, che sono sempre in aumento e che si basano sulla convenzione con la pubblica amministrazione. Più informazioni su questa Araba Fenice non si riescono ad avere, tanto è vero che i sindaci che protestano contro l’aumento del gennaio scorso non sanno neppure con chi prendersela. Eppure continuano ad inscenare manifestazioni, apprezzabili senz’altro, ma con un alto rischio: che, cioè, mentre inscenano, l’ad di “Strada dei Parchi” si affacci al balcone con la convenzione in mano per leggere la parte che riguarda gli aumenti. E magari anche quella che riguarda la manutenzione; per scoprire che i politici, che avrebbero dovuto rappresentare la società, hanno rappresentato la Società e che, dopo gli aumenti di gennaio 2018, ci dobbiamo aspettare quelli di gennaio 2019. Anzi, pare che D’Alfonso volesse prorogare la convenzione al 2060 in cambio della famosa variante da Bussi a Collarmele che serviva ad evitare la Valle Peligna.

A parte questi aspetti rocamboleschi, sfiora il goliardico quello che ieri è accaduto dopo la scossa di terremoto proveniente dal Molise. Non si sa se i tecnici, oppure questo Ad Ramadori (quello che riuscì ad impappinarsi pure in una intervista in ginocchio del TG3 e parlò dell’ “1,5% di inflazione programmatica”; v. “Ma Toto i 6 miliardi li elargisce o li anticipa?” nella sezione TRASPORTI di questo sito) hanno potuto affermare che la scossa non aveva provocato pericoli per tutti i viadotti delle due autostrade. E questo nel giro di meno di tre ore: meno di quanto ci vuole per percorrere i due tronchi. I rilevamenti avrebbero escluso danni alla stabilità dei viadotti. Cioè, in sostanza, si sono messi in macchina ed hanno dato un’occhiata alle crepe dei viadotti per ricordarsi, a memoria, se ce n’erano di minori fino alla mattina del 16 agosto? Queste sono le verifiche? Oppure questo è il presupposto per dire che, se poi un viadotto crolla, si è trattato di una fatalità?

Senza conoscere la convenzione e con questo tipo di rassicurazioni, vogliamo solo che l’ANAS si riprenda la gestione (con manutenzione ordinaria e straordinaria delle due autostrade) a costo zero per gli utenti. C’è un politico che può sostenere questa impostazione e che, quindi, si può candidare alle prossime elezioni regionali per prendere i voti degli Abruzzesi ? Oppure dobbiamo seguitare a pagare i pedaggi crescenti e sentirci dire che le opere per la sicurezza dei viadotti non si possono fare perché lo Stato non paga? Ma da quante parti debbono arrivare i soldi per conservare i viadotti in buono stato ? E poi l’ultima domanda: “Strada dei Parchi”, al contrario di “Autostrade per l’Italia” che accantona in utili il 50% degli incassi, detrae dagli utili la quota necessaria per conservare in sicurezza i viadotti?

Please follow and like us: