TOCCANTE ALLESTIMENTO CON LE PAROLE DI DANTE NEL TERZO CANTO DEL “PURGATORIO”
9 LUGLIO 2022 – Le struggenti parole che Dante Alighieri fa pronunciare a Manfredi, re di Sicilia, il sovrano che dotò Sulmona dell’acquedotto medievale, echeggeranno questa sera nel cortile del Palazzo dell’Annunziata per iniziativa del Fondo per l’Ambiente Italiano. Sono quelle dell’accorato invito del figlio di Federico II affinchè non sia taciuta alla figlia la sua vera storia, di lui che fu autore di “orribili delitti” e, peraltro, bersaglio di vendette ignobili, come quella del dissotterramento dopo la battaglia di Benevento affinchè, per ordine del Vescovo (ma quasi certamente anche del papa) ne fossero dispersi i resti mortali e nessuno, eppure la “bella figlia”, potesse piangerlo in un luogo.
Manfredi, protagonista di rocambolesche vicende nell’Europa del XIII secolo e baciato dagli effetti della più grande eruzione vulcanica della storia, è stato il maggior benefattore di Sulmona, dopo, ovviamente, Federico “Stupor mundi” che l’amò fino ad elevarla capoluogo con un proprio giustizierato ed eletta sede delle più importanti fiere dell’Impero.
La vicenda personale e quella politica di Manfredi sono contenute nelle terzine del III canto del Purgatorio della Divina Commedia. E l’acquedotto è l’unica costruzione sopravvissuta alle decine di terremoti di questi ottocento anni. Per questo il Fai Sulmona-Tre Valli accompagnerà turisti e sulmonesi in una visita guidata all’acquedotto dalle ore 18.
Al cortile dell’Annunziata Manfredi “parlerà” alle ore 21.
Nella foto del titolo la lapide incastonata nell’acquedotto della antica Piazza Maggiore, oggi Piazza Garibaldi. Questa la traduzione della iscrizione ivi contenuta. “Scorre di qui il fiume, guardalo, attraverso la prodigiosa altezza di questa costruzione che non perirà; gloria del Sulmonesi dei quali la industriosa premura curò anche l’aspetto, ornamento della città, sublime simbolo della sua mirabile arte” (Chiaverini, Chiesa e politica, p. 40)







