MASTRAPASQUA, LA BARBARIA E I TRIBUNALIC CHI

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PARADOSSALE ESITO DELLA SPENDING REVIEW DUE ANNI DOPO

3 FEBBRAIO 2014 – Tempo ne hanno messo, ma alla fine Mastrapasqua ha dovuto lasciare il suo posto all’INPS.

Non è detto che sarà proprio così, perchè sono stati molti i casi, nei decenni scorsi, di bufere placate con le dimissioni dei protagonisti impresentabili e poi rientrate “aumma aumma” con reintegrazioni pure degli arretrati.

Ci eravamo occupati di questo indistinto signore di mezza età, sconosciuto alla gran parte degli Italiani, se non fosse stato per un raccapricciante spot televisivo che non si sa se voleva imitare quello delizioso di Giovanni Rana per i tortelli o quello ancora più efficace di Amadori per i polli, meglio ripreso da Fiorello. Ed avevamo fatto due conti per mettere a confronto gli emolumenti straordinari di Mastrapasqua con la sbandierata “spending review” che aveva preso il governo Berlusconi nel settembre 2011 nel patetico tentativo di evitare l’arrivo di Monti. Se la prese, il cavaliere, con i tribunalicchi e fece fare due conti per dedurne che si sarebbero risparmiati 40 milioni di euro se si fossero annientati 32 tribunali non provinciali. Intanto, si scoprì che Matrapasqua percepiva 1.200.000,00 euro all’anno, cosicchè questo giornale titolò “Se Mastrapasqua si mangia un tribunale all’anno”: grosso modo questo era il risparmio della legge di delega che Berlusconi fece votare pure a Paola Pelino e a Maurizio Scelli, pena l’immediata radiazione dall’ambito delle sue amicizie, che nella satrapia che ha realizzato vuol dire abbandonare la politica.

Ma niente da fare, il Ministero della Giustizia e Berlusconi andarono avanti come caterpillar, anticipando la sen. Pezzopane nell’opera di asfaltatura istituzionale; si aggiunse pure Casini e non fece mancare niente finanche Bersani. Il quadro che ne derivò fu l’attuale eliminazione di presidi di giustizia, una autentica barbarie, o “barbaria”, come direbbe l’attuale premier Enrico Letta, che infatti l’ha detto due volte nel discorso pronunciato in Arabia, forse per sottolineare che se c’è una lingua che pronuncia peggio dell’inglese quando dice “Now I’m stronger” rimanendo serio, quella è l’italiano.

Uno Stato serio dovrebbe fare come qualsiasi meccanico professionista: dopo essersi reso conto di dove c’era la perdita di benzina, richiude il cofano e fa ripartire il motore. Invece in Italia ci si è resi conto di dove era la perdita costituita dagli stipendi di Mastrapasqua, ma, invece di far ripartire i tribunali che costui si mangiava uno appresso all’altro ogni anno, sicuramente si convertiranno gli stipendi in pensioni, anche perchè il tetto ai trattamenti pensionistici è stato pure abolito: e il protagonista dello spot più inquietante della Rai continuerà a digerirsi sette giudici e quaranta cancellieri in un anno, ma standosene comodamente a casa. Che l’abbia fatta esplodere lui questa “barbaria”?