Mangi polenta e sai cosa c’è dietro

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UNA SAGRA CHE NON E’ SOLO UNA ABBUFFATA MA RIPORTA AI CARBONARI DEL LAZIO E ALLA RESISTENZA CONTRO I SAVOIA

La vecchia insegna dell’Ufficio postale a Pettorano e lo sfondo di un antico palazzo

5 GENNAIO 2018 – Si svolge con previsioni atmosferiche ottime la “Sagra della Polenta” di Pettorano sul Gizio, che non è soltanto una abbuffata, perché evoca il pasto dei “carbonari” impegnati nella Campagna romana in lavori durissimi per ricavare combustibile dalla legna.

E perché evoca il ruolo vicario della donna nei lunghi periodi di assenza degli uomini emigrati (sia pure a poco più di cento miglia dal paese dei Cantelmo): una inquadratura sociale che ormai è tramontata e per questo è cercata con più nostalgia non solo dai discendenti dei “carbonari”, ma dai molti che si aggrappano ad un turismo culturale sull’orlo dell’abisso del turismo movimentista, che non ha niente a che fare con i 5 Stelle ed è solo espressione della smania di muoversi comunque e girare il mondo senza consapevolezza. Sulle recenti trasformazioni della sagra della polenta rimandiamo a un breve taccuino di qualche anno fa su queste colonne e alla insultante definizione di “mangiapolenta” che i briganti usavano per i Piemontesi.