“Mi fate un restauro?” Ma poi ci ripensa

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CESARE ANTOMARCHI PRIMA DEL CONCERTO IN PIAZZA XX SETTEMBRE

Cesare Antomarchi in verde, Claudio Cottone e Anna Colangelo

Antomarchi dopo la disponibilità ad eseguirgli un restauro

8 SETTEMBRE 2018 – Nel pomeriggio, prima che finisse il montaggio del palco, Cesare Antomarchi (con qualche capello in meno rispetto all’epoca dei “5 dell’88”) stava sotto la statua di Ovidio “impacchettata” per la ripulitura pagata da generosi canadesi originari di Sulmona. E ha chiesto alla funzionaria della Soprintendenza (Anna Colangelo, prima a destra) e ad una laboriosa operatrice (la seconda da destra) se fosse possibile un restauro anche per lui, dato l’impegno del concerto in serata (al centro Claudio Cottone che ha a sua volta suonato la batteria).

Ottenuta una disponibilità e smarrito per la necessità dell’intervento, ha risposto con un gesto non equivocabile della mano destra (seconda foto). Deve essere stata anche questa prospettiva che gli ha fatto raccogliere tutte le energie e lo ha fatto saltare come un grillo sul palco per tutta la serata, tanto più che il fratello, Enrico, pure lui del concerto, ha aperto le danze puntualizzando che non era un appuntamento geriatrico; la vecchiaia, per ora, è rinviata e lo rimarrà almeno fin quando una ragazza dagli occhi belli si commuoverà a sentire “Quando verrà la sera”.

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