GIRI DI PAROLE DEL SINDACO SULL’INCENERITORE MENTRE MANCA UNA COMPIUTA E RIGOROSA ANALISI DELLE CONSEGUENZE PER L’AMBIENTE
5 GENNAIO 2026 – “Il progetto di un impianto di termovalorizzazione destinato al trattamento dei rifiuti è un argomento delicato e complesso che intendiamo affrontare con la massima serietà, tanto più in mancanza di riferimenti ad impianti analoghi già collaudati ed operativi utili per eventuali comparazioni. Il nostro obiettivo non è quello di ostacolare un progetto, men che meno le iniziative imprenditoriali nella nostra città, ma è la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio con lo sguardo rivolto al futuro” afferma il sindaco Luca Tirabassi. “Nel documento odierno, nell’ottica di una leale e proficua collaborazione con la Regione, abbiamo voluto segnalare le specificità ambientali e sanitarie del nostro territorio, così da garantire una congrua valutazione delle istanze di tutela della comunità locale, considerando imprescindibile che l’analisi degli impatti tenga conto, nello specifico, delle peculiarità microclimatiche e orografiche della Valle Peligna. La conformazione orografica, infatti, è quella di una Conca chiusa, circondata da sistemi montuosi, con limitata ventilazione naturale, una configurazione geomorfologica che può incidere in modo significativo sulla dispersione degli inquinanti atmosferici, favorendo fenomeni di ristagno e accumulo delle emissioni, con potenziali ripercussioni sulla qualità dell’aria e sulla salute delle popolazioni residenti e lavorative.
Riteniamo, dunque, fondamentale e necessario che si valuti l’adozione di standard di sicurezza e di tutela della salute più elevati rispetto ai minimi normativi, in applicazione del principio di precauzione” continua il sindaco “In qualità di autorità sanitaria locale, infine, reputo importante concentrare l’attenzione sull’adeguatezza dell’istruttoria sotto il profilo ambientale e sanitario, riservandomi di valutare in modo puntuale la completezza e l’affidabilità degli approfondimenti relativi agli impatti sulla salute. Lo scopo dev’essere quello di garantire un elevato livello di protezione sanitaria” ribadisce il sindaco, precisando di “nutrire fiducia, al riguardo, nell’operato degli organismi regionali competenti che sapranno certamente tener conto di quanto segnalato”
La terminologia denota una evidente arrendevolezza; la sostanza non va al nocciolo del problema, che non è proprio il confronto tra le emissioni inquinanti e la tutela dell’imprenditoria. In Valle Peligna da qualche anno si collocano stabilimenti inquinanti che occupano al massimo una decina di dipendenti: quello in questione forse sette. Quindi, non si tratta di contemperare l’occupazione con la tutela del territorio; si manifesta possibilismo quando, invece, il “no” avrebbe dovuto essere d’obbligo.
Inoltre, il confronto con altre specie di impianti si deve fare prima di dimostrare possibilismo e non dopo, perché se la Regione approva la collocazione di questo inceneritore, sulla scorta di una valutazione fiacca come quella che precede e in mancanza di cogenti ragioni ostative, l’assenso Sulmona se lo tiene come è successo per la centrale di spinta della Snam. E nessuno più lo rimuove.
Quanto al metodo, una attenta analisi degli agenti inquinanti e delle quantità poteva essere svolta almeno da sei mesi, cioè da quando si è insediata la nuova amministrazione e dell’inceneritore si sapeva. Mancando questa, sarebbe bastato mandare una foto di prima mattina di un qualunque giorno, come quella che riproponiamo nel titolo. Sarebbe stata più eloquente.






