NUOVA EDIZIONE DELLE METAMORFOSI NEI “MILLENNI” DELLA EINAUDI ED E’ UN RECORD

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NESSUN AUTORE HA AVUTO IL BIS CON LA STESSA OPERA – DUE VOLUMI CON LA TRADUZIONE DI PADUANO TENTANO LA REPLICA DEL GRANDE SUCCESSO DI BERNARDINI MARZOLLA CON LO SCRITTO INTRODUTTIVO DI ITALO CALVINO

14 APRILE 2022 – I lettori più affezionati avranno notato un’assenza di vari giorni negli articoli de “Il Vaschione”, ma la giustificazione è degna del perdono. La nostra attenzione è stata polarizzata da una notizia che riempirà di gioia tutti i sulmonesi: la pubblicazione, ancora nei “Millenni” di Einaudi, di un’altra edizione delle “Metamorfosi”, questa volta con la traduzione di Guido Paduano.

Stessa veste grafica, stesso cofanetto di 43 anni fa, quando la prestigiosa collana di pubblicazioni ospitò ”Metamorfosi” di Publio Ovidio Nasone con uno scritto introduttivo di Italo Calvino, “Gli indistinti confini”. Neanche Omero o Euripide o Sofocle hanno avuto il bis nei “Millenni”, il che può significare due cose: che l’esercizio delle traduzioni del Vate peligno è ancora dinamico, incalzante diremmo, se Sermonti si è cimentato solo dieci anni fa in una fatica così grande; e, poi, che la precedente edizione non si trova più nelle librerie e per accontentare i troppi richiedenti si è dovuto concedere il bis. In verità, delle “Metamorfosi” con lo scritto di Calvino e la traduzione di Piero Bernardini Marzolla sono state pubblicate alcune edizioni in brossura, che si trovano ancora su mercato. Quindi, delle due ipotesi, è più accreditabile quella che appunta su Publio Ovidio Nasone l’interesse editoriale più intenso in questi decenni e, ormai, si vive un secondo Medioevo, quando Ovidio conobbe il periodo di maggior successo nelle biblioteche e nella cultura occidentale. Poi si è saputo che è l’autore latino più tradotto nel mondo arabo (e come meravigliarsi, leggendo l’impianto delle “Mille e una notte”?). Le nuove Metamorfosi si compongono di due volumi, di ben 1472 pagine, in luogo delle 703 pagine dell’edizione del 1979. Per chi è portato a cercare la differenza, si dirà che quella precedente si intitolava “Metamorfosi”; quella di adesso “Le Metamorfosi”; L’immagine sul cofanetto di questa edizione propone un particolare di “Apollo e Dafne” di Gian Lorenzo Bernini nella Galleria Borghese; quella di 43 anni fa riprendeva Deucalione e Pirra scampati al diluvio. Prezzo di euro 120,00; in distribuzione da martedì scorso.

(…) e per tutti i secoli, grazie alla fama, se qualcosa di vero c’è nelle predizioni dei poeti, vivrò” sono le ultime parole delle “Mutate forme” di Ovidio nella traduzione di Bernardini Marzolla. Arriveremo a leggere, senza saltare come fanno i nevrotici, i quindici libri tradotti da Paduano per riscontrare come avrà tradotto “perque omnia saecula fama, siquid habent veri vatum praesagia, vivam”.

La precedente edizione è legata ad un ricordo personale che aiuta a capire come la vera cultura non abbia barriere e non sia confessionale o laica. Nel periodo del servizio militare passato a Roma, ci chiese di acquistarne una copia l’arcidiacono della Cattedrale don Antonino Chiaverini, che di libri aveva una dotazione infinita e che di traduzioni di Ovidio non era sfornito. Ricordiamo anche il particolare della sua sorpresa per il costo del cofanetto, che era di 50.000 lire. Ma quella “ordinazione” aprì ad una constatazione: per quanto non celebrasse il monoteismo e le tematiche del cristianesimo, l’opera di Ovidio (o anche solo la riflessione che su di essa faceva Calvino) era apprezzata da un ministro della Chiesa neanche in giovane età (don Chiaverini si avvicinava agli ottanta). Delle Metamorfosi non avevamo letto un verso al Liceo e quell’interesse al di là dei confini religiosi contribuì ad incuriosirci, prima come persone che come sulmonesi, fino a comprendere lo scambio di contenuti tra gli “dei falsi e bugiardi” e il Nuovo Testamento. passando per l’interpretazione di miti non dissonanti, seppure con approcci a volte diametralmente opposti rispetto alla modernità.

Da allora è stato un pozzo sempre aperto e inestinguibile.

L’edizione del 1979