E sul casello l’opzione è per Pratola Peligna Superiore – Santa Brigida
30 OTTOBRE 2010 – Adesso il rischio maggiore è che, per la crisi profonda nella quale si trova, la Valle Peligna sia costretta ad accettare tutte le proposte industriali che le vengono formulate: comprese quelle dall’impatto ambientale più devastante. L’unico, grande argomento che si articola per contrastare l’esodo ormai più che decennale di industrie e risorse, è quello che, comunque, si debbono creare occasioni per l’occupazione: quindi anche venti o trenta dipendenti per la stazione di pompaggio del gas, cento per un cementificio, altre trenta per uno stoccaggio di rifiuti, e via dicendo.
Della prospettiva insidiosa si è dichiarato convinto il presidente della associazione “Insieme per il Centro-Abruzzo”, ing. Antonio Ruffini, che durante la serata organizzata con l’altra associazione “Città viva” (un gruppo composto essenzialmente di giovani e giovanissimi, questa volta attenti) ha parlato di tutte le insidie della nuova industrializzazione da spazzatura, quella che nessuno vuole e che manda in frantumi l’idillio con il territorio inaugurato circa ottanta anni fa con l’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo. Ruffini ha parlato della sostenibilità dello sviluppo ed ha preso in esame la nuova realtà di altri parchi nazionali, soprattutto di quello “Majella – Morrone”, che proteggono il circondario dalle industrie-mostro. “Ma non sarà ancora per molto – ha aggiunto – se non si usano le risorse assecondando la loro destinazione, soprattutto nella istituzione di altri sentieri turistici nella natura, nel restauro controllato”.
La serata è servita anche ad affrontare il tema del casello autostradale che dovrebbe affiancare o sostituire quello di Capo Croce. Per la soluzione del casello a Pratola Peligna Superiore con il raccordo a Santa Brigida si è dichiarato il presidente di “Città Viva”, Antonio Santacroce, ravvisandovi motivi di migliore persuasione rispetto all’altra uscita proposta, quella di Torre de’ Nolfi (Maiuri), illustrata con ampia documentazione dall’ing. Fulvio Di Benedetto.






