NUVOLE SULLA MAGGIORANZA MA LA FRATELLANZA VA IN SOCCORSO DEL SINDACO

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ANNUNCIANO LE FIRME PER MANDARLO A CASA MA L’HANNO SOSTENUTO E LO SOSTENGONO PERCHE’ ARRIVI ALMENO ALLE ELEZIONI REGIONALI – DALLE IMBARAZZANTI ASSENZE IN CONSIGLIO ALLA PANTOMIMA DELLA CONVOCAZIONE DAVANTI ALLA SEGRETARIA COMUNALE

5 LUGLIO 2023 – Accorciare di tre anni l’agonia di questa maggioranza sarebbe un bel risultato per la città. Ma non potrebbe venire da Fratelli d’Italia, che propone di firmare le dimissioni di almeno nove consiglieri per creare la crisi. Fratelli d’Italia ha tutto l’interesse, e lo ha dimostrato con le sconcertanti assenze nelle sedute-clou del Consiglio e con gli indecenti silenzi sulla questione dell’appalto per le mense scolastiche, di sostenere questo marasma almeno fino alle elezioni regionali della prossima primavera, quando dovrà solo assecondare l’onda ancora lunga del consenso a Giorgia Meloni, senza troppe iniziative che confermino le gaffes finora messe in atto. Il partito, sul territorio nazionale, ha diramato a… tutte le auto che il modello da seguire è quello disegnato della Meloni quando al governo c’era Draghi: basta dire di stare all’opposizione, così da tradurre in voti il malcontento che qualsiasi maggioranza si porta appresso, e Gianfranco Di Piero più che qualsiasi altro sindaco. Masci e Zavarella, quindi, da almeno sei mesi fanno la quinta colonna di Di Piero e ieri, per scendere da questo imbarazzante baldacchino, hanno annunciato quello che sanno non potrà accadere: che, cioè, nove consiglieri firmino davanti alla segretaria comunale la sfiducia a Di Piero. Intanto, la boutade dovrebbe avere effetto e addirittura consentirebbe meglio di glissare sulla domanda di fondo: come valutano, quelli di Fratelli d’Italia, l’aggiudicazione dell’appalto delle mense scolastiche? La pantomima delle firme davanti alla segretaria avrebbe l’effetto dell’inchiostro che la seppia sparge quando è inseguita.

Comica che si aggiunge alla comica è la richiesta dei “civici” di una garanzia che siano veramente in nove a firmare e non uno di meno: come se un partitello che alle ultime elezioni comunali ha riportato poco più di 600 voti (quando il Msi, dal ghetto della esclusione dall’arco costituzionale, ne prendeva sempre tra gli ottocento e i mille e passa…) possa garantire qualcosa di politicamente rilevante. Questa messa in scena, che negli auspici dovrebbe consentire di mostrare la faccia feroce, punta solo a far dire che il sindaco esce rafforzato, nel momento nel quale proprio Di Piero non sa come rispettare l’impegno ad azzerare la giunta dopo il voto al bilancio, in perfetta linea con il suo sfarfallamento all’indomani dell’approvazione del bilancio del Cogesa e centottanta giorni dopo lo scadere dell’ultimatum al Comune dell’Aquila per i rifiuti indifferenziati il cui conferimento costa meno agli aquilani che ai sulmonesi, sebbene ad essere devastato sia il territorio dei sulmonesi.

Tante ne ha segnate la politica sulmonese negli ultimi cinquant’anni, ma saltafossi di questo rango pochi ne ha visti.

Nella foto del titolo: nuvole pesanti ieri sera sul Genzana

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