PARCO NAZIONALE – Pizzola for President

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SULLA PROTEZIONE DELLA NATURA LE REFERENZE VANNO CERCATE NEI MERITI ACQUISITI

9 OTTOBRE 2013 – Con ricorrente frequenza si parla della nomina di un presidente per il Parco Nazionale d’Abruzzo.

Dovrebbe sostituire il commissario attuale, Giuseppe Rossi. Nella seduta della “Comunità del Parco”, presieduta da Alberto D’Orazio, è stata ribadita l’urgenza di indicare al ministro per l’Ambiente Orlando i criteri di scelta per il rinnovo degli organi dell’ente.

Sembra che la nomina di un presidente sia aspetto vitale per la attività di un parco nazionale. In realtà, per quello che può riportare il taccuino di un giornalista dagli anni Settanta in poi, l’utilità di un presidente è prossima allo zero. Si potrà ricordare, come figura assorbente, quella del direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo. E in particolare di Franco Tassi, che ha condotto una battaglia anche personale per riaffermare i principi della tutela dell’ambiente quando era molto difficile sostenere non tanto la “decrescita felice” come gli snob di adesso, radical-chic, sostengono (perchè campano di rendita), ma bisognava sostenere addirittura i gravi vincoli alla crescita edilizia selvaggia e aggressiva; e contrastare gli argomenti della facile propaganda dello sviluppo turistico a tanto al metro cubo di costruzioni nelle parti più incontaminate dell’area protetta.

Se poi ci venisse chiesto cosa abbiano rappresentato i tanti presidenti che si sono succeduti avremmo qualche difficoltà persino a ricordarne i nomi.

Stesso imbarazzo avremmo se qualcuno ci chiedesse la differenza tra un commissario del Parco ed un presidente; anche quest’ultimo è indicato dal Ministro di turno e, di conseguenza, ci ritroviamo con un presidente del Parco Majella che non è stato eletto o indicato dalla comunità amministrata e neanche dal consorzio di Comuni che ne fanno parte; anzi da questi ultimi è stato fieramente contestato all’indomani della sua designazione nel 2011.

Questo non diciamo per sminuire la figura del presidente di un parco nazionale, ma solo per contestualizzare i proclami che vengono lanciati, quasi a far credere che domani l’orso non saprà dove ritirarsi in letargo se viene eletto Pinco al posto di Pallino. Sappiamo che sarebbe stato in procinto di essere designato l’attuale presidente della Comunità Montana, Antonio Carrara. Ma ci sembra che ottimo lavoro abbia fatto Giuseppe Rossi che tra l’altro ha affermato un principio molto importante per Sulmona: quello di erigersi a capoluogo di tutti e tre i Parchi nazionali abruzzesi in quanto si trova in una posizione strategica; è sempre stato il punto di incontro di tutto l’Abruzzo montano. Questa proposta non solo non è stata raccolta dal sindaco di Sulmona di un anno fa, ma viene scansata anche dal sindaco attuale, con tutto che questo sito l’ha ricordata più di una volta.

Questa lunga premessa non serva a sminuire la figura del Presidente (più minuta di quella che appare, la figura del presidente del Parco Majella Franco Iezzi non potrebbe essere, visto che viene dall’esperienza di direttore di un nucleo industriale e, in quanto a slanci per la natura, tutto quello che ha realizzato è stato il Parco fluviale del Vella sotto il Ponte Capograssi a Sulmona, scomparso qualche anno dopo essere stato costruito), né per sostenere che Carrara non merita di essere designato presidente del Parco di Pescasseroli. Vorremmo semplicemente sostenere che, se la politica ha un senso nuovo e se una fede deve essere premiata, a presiedere queste istituzioni, affiancando i tecnici che sono pur sempre i direttori, andrebbero persone come Mario Pizzola, che conosce a menadito tutte le leggi per proteggere la natura; che quando non si sapeva neanche quale ruolo avesse la Forestale nel reprimere le cave abusive e le discariche selvagge stava in prima linea rischiando in proprio; che ancora adesso, pur militando a sinistra in modo palese, non ha difficoltà a sostenere che la protezione della natura non va barattata per pochi posti di lavoro di un cementificio; che, ultimo argomento in ordine e anche ultimo in importanza (perchè non si deve essere modello di vita nell’impegno politico essendo sufficiente essere coerenti nelle scelte di fondo), ha improntato la sua condotta di vita ai dettati del rispetto della natura e della protezione della natura.

Qualche cinico dirà che ce n’è abbastanza per non essere designato Presidente di un Parco nazionale. Ma con il cinismo non si muovono le coscienze, non si realizza la partecipazione: si sbeffeggia, per lo più. Siamo sicuri che Mario Pizzola ci risparmierebbe la conta dei camosci, le sagre paesane sotto la statua di Ovidio, gli scimmiottamenti della preparazione dei cosmetici di epoca augustea, i trasferimenti degli animali selvatici in elicottero con preavviso alla stampa. Per di più, sotto altro profilo e riferito ad altra persona, avrebbe una competenza che magari Antonio Carrara alla Comunità Montana non ha potuto, seppure avesse voluto, maturare.