Per entrare in Giunta Lolli deve passare a Casablanca

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Giovanni Lolli

6 GIUGNO 2014 – La formazione della giunta regionale è bloccata non solo dalla impossibilità di proclamare tutti i consiglieri eletti (perchè non si sa quali essi siano),

quanto anche dalla fatica immensa che deve compiere il presidente che ha vinto le elezioni di maggio: rispettare, pare, l’impegno assunto con l’ex sottosegretario Giovanni Lolli di designarlo componente della giunta come vice-presidente. Il grande consenso che D’Alfonso ha raccolto a L’Aquila sarebbe frutto di un accordo che ha superato le distanze tra capoluogo nominale e capoluogo effettivo d’Abruzzo, ha vinto le barriere che solo le aquile fino a ieri riuscivano a superare librandosi su Forca di Penne oppure su Monte Camicia.

Molti voti dall’Aquila = posto in giunta a Giovanni Lolli (che è quello che non ha esitato a votare contro il Pd quando si trattò di valutare una legge per la sua città; v. “Di fronte all’Aquila tutto passa in secondo piano”, nella sezione INQUIETANTI VERITA’ di questo sito). Ora sembra che D’Alfonso non possa rispettare la promessa perchè almeno una donna in giunta deve starci, per legge; e se non si trova tra i consiglieri eletti, bisogna prenderla tra gli esterni. E se viene presa dagli esterni non consente di prendere dagli esterni anche un altro componente, fosse pure un maschietto. Sembra che D’Alfonso passi notti insonni nel vicolo cieco nel quale l’hanno cacciato gli elettori della sua coalizione misogina (l’unica eletta in Consiglio finora pare sia la rappresentante del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi) e la legge che richiede un minimo di rappresentanza muliebre.

Pensare di non mantenere i patti con un aquilano che ha già detto “L’Aquila prima di tutto” fa venire più brividi ancora al presidente eletto: al suo primo comizio, la sera dei risultati, in Piazza Salotto, davanti allo stesso Lolli e al sindaco dell’Aquila Cialente, l’ex sottosegretario è stato presentato ufficialmente come vice-presidente in pectore. L’unica soluzione per l’Abruzzo intero, a questo punto, sarebbe un soggiorno di una settimana di Giovanni Lolli a Casablanca: pare si facciano miracoli, di sicuro molto più semplici della quadratura del cerchio alla quale è chiamato D’Alfonso. Lolli, del resto, non può non essere d’accordo, se lui stesso ha detto che L’Aquila sta prima di tutto; prima di tutto vuol dire prima di tutto.