PINGUE COME L’UNESCO PROCLAMA IL PATRIMONIO DELL’UMANITA’

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CONDUCE L’UDITORIO DEL MUSEO OVIDIO AI CONFINI REMOTI DEL CONCETTO DI “SPAZIO”

22 MARZO 2022 – E’ stata annunciata con suoni di trombe l’inaugurazione del “verso il museo” (perché proprio un museo non è, forse lo diventerà) di Ovidio all’ex monastero di Santa Caterina (nella foto del titolo). “Non vedo l’ora di perdermela” ci siamo detti, come diceva Ennio Flaiano quando si era alla vigilia di una delle tante cerimonie inutili, o addirittura di una “prima” teatrale che già conteneva i germi dell’insopportabilità.

In effetti ce la siamo persa, ma “Il Centro” e “Rete Abruzzo” ci hanno talmente edotti che è come se fossimo stati seduti ad ascoltare i complimenti da cicisbei che si sono scambiati i protagonisti di questo “iniziale” cammino verso il museo (iniziale, ma già alla soglia del decennio). Tutti hanno ringraziato tutti. Ognuno ha riferito cosa ha fatto per giungere al traguardo di domenica, nel compleanno di Ovidio: ben poco, visto che, appena finita l’inaugurazione, porte e finestre sono state chiuse e serrate, come accadde per la “inaugurazione” della nuova Corte d’Appello dopo il terremoto.

Qualcuno ha indugiato nel compilare la pagella degli altri, dopo aver presentato la propria, che aveva riempito con congruo anticipo e voti eccellenti. E’ stata una gara dell’iperbole, nella scelta degli aggettivi e delle lodi. Fabio Spinosa Pingue, che sapeva con quali concorrenti si sarebbe misurato, e sapeva soprattutto che non poteva sfigurare per ragioni di… Spazio che gli spettava, è andato oltre lo spazio e ha decretato che questo museo (o quello che è, o sta per essere, o sarà) sarà “patrimonio dell’umanità” (“Il Centro” di lunedì).

L’aveva mandato la Camera di Commercio per rappresentare l’ente che ha sede a L’Aquila, ma lui ha parlato per l’Unesco, che proclama cosa e dove si può definire “Patrimonio dell’umanità”. I panni di negoziante gli stanno stretti. Lui è l’Unesco; l’avv. D’Amico era UNSIPO, lui è Unesco. Allertata l’agenzia Sticazzi, subito si sono moltiplicati i commenti sul web. Dire che abbiano rispecchiato i giudizi delle suddette pagelle sarebbe azzardare un po’…

Visto che c’erano queste entrature, si poteva attribuire al “quasi museo” di Ovidio la qualità di “patrimonio immateriale dell’umanità”, così si risparmiavano pure le spese di restauro e il Comune poteva affittare ad albergo: bastava il cloud. Sentendosi protetto dall’egida di Ovidio, Pingue ha varcato i confini del possibile e stava per raggiungere l’acme del “I have a dream” quando si è accorto che la cerimonia era finita e tutti erano andati a mangiare (piccoli patrimoni materiali, peraltro). Chi ha coronato la testa di Ovidio con il famoso serto d’aglio non si fa imporre limiti ai sogni e ai progetti e, quindi, pare si sia barricato all’interno dello “Spazio Ovidio” proclamando netto: “Un’esco”. Aggiudicandosi quest’altro spazio.

Fabio Spinosa Pingue, gestore dell’omonimo Spazio, che adesso comprende pure l’Unesco
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