ROMA-PESCARA NEL RECOVERY PLAN

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MA VANNO PUNTUALIZZATE LE CIFRE PER UN INVESTIMENTO MACROSCOPICO – E VA FATTA CHIAREZZA SULLA BRETELLA DI SANTA RUFINA

La vecchissima linea per Roma alla stazione di Sulmona

23 DICEMBRE 2020 – Nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, messo a punto in base alle indicazione dell’Unione europea, il Governo ha inserito il progetto di velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma. Lo comunica la sen. Gabriella Di Girolamo, del Movimento 5Stelle, che a ottobre scorso chiese in Commissione trasporti di inserire tale progetto nel “Recovery Plan” e oggi aggiunge come “per il potenziamento della linea Pescara Roma, di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’Abruzzo e del centro Italia, esiste già lo studio presentato al Ministero dei Trasporti lo scorso 7 ottobre e successivamente condiviso con i sindaci del territorio. I fondi che il Governo a maggioranza 5 Stelle è stato in grado di ottenere dall’Unione Europea (209 miliardi, la quota più consistente a livello europeo) rendono ancora più concreta la velocizzazione di una tratta ferroviaria sulla quale per troppi anni si è investito poco o nulla”.

E’ un passo avanti che non si parli più di “linea ad alta velocità” per la Roma-Pescara e si attinga al più concreto e ipotizzabile concetto di “velocizzazione” (semmai taluno abbia mai creduto che i treni da Tivoli a Sulmona potessero viaggiare a 250 chilometri orari… e talaltro lo abbia pure scritto). Ora l’annuncio della sen. Di Girolamo è di fondamentale importanza, ma i mesi che occorreranno per tradurre la “bozza” in progetto cantierabile serviranno anche a indicare lo specifico investimento sulla Roma-Pescara rispetto a tutto il capitolo “infrastrutture” per la “Ripresa e la Resilienza”. Finora le cifre indicate (anche il fugace riferimento che ha fatto il presidente del Consiglio dei Ministri) si attestano  su quantitativi appena bastevoli a fare manutenzione ordinaria sulle opere già esistenti e, quindi, ricalcando tutto il tortuoso tragitto, anacronistico e inadatto al tipo di convogli “europei”.

Questo tempo servirà anche a chiarire la rilevanza della “bretella” che pure Rete Ferroviaria Italiana, sotto l’amministrazione del sulmonese Maurizio Gentile, ha spiattellato per disconnettere la stazione di Sulmona dal percorso tra Pescara e L’Aquila su dettato del più ostile fra tutti i presidenti di giunta regionale, agli interessi di Sulmona e degli equilibri regionali, cioè Luciano D’Alfonso, che è passato a miglior vita politica, ma danni ha fatto con manica larga.

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